Francesco Bonazzi Veronica Lario e il "maiale" scomparso
7 novembre 2009
"Un maiale". Sarebbe questa l'espressione che c'era nell'e-mail inviata da
Veronica Berlusconi all'Ansa. Espressione poi non comparsa nel lancio d'agenzia
andato in rete alle 22 e 31 minuti del 28 aprile 2009, tutto dedicato al
marito premier, alle sue frequentazioni femminili e all'utilizzo di queste
per la composizione delle liste elettorali.
Immaginate la scena: Rachele Guidi in Mussolini manda un dispaccio sul suo
infedele consorte, condito di una frase irriguardosa. Poi, su consiglio del
direttore, ci ripensa. Ora avvolgete velocissimamente il nastro della storia
e volate avanti di settant'anni: Miriam Raffaella Bartolini in Berlusconi,
in arte Veronica, manda una mail all'Agenzia Ansa con la parola "maiale".
Tutto il resto esce ed è un grande scoop, ma il "maiale" resta in redazione.
Insomma, settant'anni non sono passati completamente invano per la nostra
democrazia. Quando esce il take dal titolo "Europee: Veronica Lario, potere
senza ritegno offende donne" è vero che dietro ci sono state sei ore di
patimenti, ma alla fine la notizia c'è. Solo separata dagli insulti. La
moglie del presidente del Consiglio si fa virgolettare che l'uso delle
candidature delle donne che a suo avviso si sta facendo è "ciarpame
politico".
Sono i giorni di Noemi Letizia e delle polemiche sulle presunte "veline"
candidate dal partito di Silvio Berlusconi. La dichiarazione di Veronica è
comunque una bomba, anche se oggi si scopre che è solo una parte dell'originale.
In particolare, secondo quanto ha potuto ricostruire il Fatto Quotidiano, la
signora Berlusconi sarebbe stata convinta dall'Ansa a ritirare la frase più
pesante.
Due giorni dopo, del resto, non comparirà neppure nell'intervista che essa
stessa concederà a Repubblica. E dire che su un quotidiano di opposizione
avrebbe potuto concedersi anche qualche licenza in più, rispetto a un testo
consegnato a un'agenzia di stampa che campa anche di soldi pubblici.
A uscire per primo allo scoperto è stato Bruno Vespa nel suo ultimo libro
dalle mille anticipazioni. Il manutentore di Porta a Porta scrive che quel
pomeriggio del 28 aprile, il direttore Giampiero Gramaglia dice a Veronica.
"Signora, la frase è un po' troppo sopra le righe. Mi permette di
tagliarla?". E lei, da donna di mondo: "Direttore, ho i miei buoni motivi
per averla scritta. Comunque si regoli come meglio crede. L'importante è che
la sostanza di quel che penso esca immutata". Vespa non dice quale sia la
frase incriminata, ma lancia il sasso. Nessuno, ieri, ha potuto smentire
questa ricostruzione di Vespa. Anzi. Gramaglia, che dell'Ansa non è più
direttore ma è ancora dipendente fino al 31 dicembre prossimo, si limita a
dire che la ricostruzione del libro è "sostanzialmente corretta".
da Il Fatto Quotidiano n°40 del 7 novembre 2009