"pomero" <p...@tin.it> ha scritto nel messaggio
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> Il crocifisso secondo il ministro Gelmini
> Renzo Butazzi,
> Il crocifisso secondo il ministro Gelmini Dibattito Il ministro ha
> affermato che la sua presenza "in classe non significa adesione al
> cattolicesimo, ma è un simbolo della nostra tradizione". Proprio come
> potrebbe essere simbolo della nostra tradizione una confezione di
> spaghetti o un fiasco di vino
> La Corte europea dei diritti dell'uomo ha sentenziato, in questi giorni,
> che la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche è "una violazione
> della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni
> e della libertà di religione degli alunni".
> Mi sorprende che il ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini,
> criticando la sentenza, non si sia accorta di aver degradato il
> significato che il crocifisso ha per i credenti a quello di una confezione
> di spaghetti. Il ministro, infatti, ha affermato che la sua presenza "in
> classe non significa adesione al cattolicesimo, ma è un simbolo della
> nostra tradizione". Proprio come potrebbe essere simbolo della nostra
> tradizione una confezione di spaghetti o un fiasco di vino.
> Intendiamoci: personalmente troverei molto più rasserenante vedere appesi
> nelle aule di giustizia e in quelle scolastiche simboli meno crudeli della
> nostra tradizione - magari un mandolino (in omaggio alla nostra
> riconosciuta tradizione di "mandolinisti") o la riproduzione a colori di
> una pizza - piuttosto che la tragica immagine di un uomo fatto morire
> inchiodandolo vivo su una croce perché dava fastidio ai potenti. Caso mai
> potrebbe essere il simbolo di una tradizione che ammette la pena di morte,
> come potrebbe essere l'immagine di una sedia elettrica o di una forca
> Mi sembra che il crocifisso, soprattutto a scuola, o non rappresenta
> niente per i ragazzi che lo guardano o deve fargli una certa paura. Fosse
> almeno l'immagine di San Giorgio che uccide il drago e libera la
> fanciulla, ma il crocifisso è l'immagine di un uomo sconfitto e
> suppliziato.
> Mi parrebbe preferibile che la nostra tradizione avesse simboli meno
> crudeli.
> http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=13366
Che il croifisso è il simbolo della Cristianità in quanto, uomo
messo in croce solo perchè predicava il bene comune, mi pare
ovvio ( c'è chi azzarda l'ipotesi che fù il primo comunista
della storia).
Ciò che non è ovvio che il simbolo debba stare per "cultura"
(forse per tradizione sì) al difuori dei luoghi di culto, per
legge o per convenzione (vedi trattato tra Stato e Santa Sede
del 1923).
Quello che a me non sta bene è che a sollevare il problema
sono stati: un islamico in Abruzzo, ed una signora Olandese
sposata ad un Italiano, non mi pare che in nome della
laicità dello Stato, i non credenti in Italia si siano rivolti
alla Corte di Strasburgo.
Sono un "non credente" ed un convinto sostenitore dell'integrazione
degli extracomunitari, ma sono altresì convinto che chi vuole
venire a vivere in Italia deve dimostrare anche di rispettare: usi
costumi e religione della gente che vi ha trovato, e viceversa.
Non mi pare che un crocefisso posto in un'aula possa nuocere
a tal punto da richiedere i danni morali allo Stato, così come
sarebbe assurdo che un fervente osservatore del Cristianesimo
pretenda che sia un diritto acquisito e sacrosanto.