«Occhio Rifondazione, la Lega ti sta rubando voti»
Sabato 07 Novembre 2009 09:26
[L'Unità Firenze, 07/11/09]
Un sondaggio Ipsos di metà settimana registra l'exploit del partito di
Bossi, che passerebbe all'8,2%.
Alle europee ha preso il 4,3 e alle politiche, nel 2008, aveva ottenuto il 2
per cento dall'1,3 del 2005.
La Pontida toscana a San Genesio, l'ampolla con l'acqua dell'Arno, il
matrimonio con rito celtico e il giuramento alla causa dell'autonomia.
Flash leghisti che iniziano a farsi strada anche in Toscana.
Sicuramente da non sottovalutare, secondo il politologo dell'università di
Firenze Mario Caciagli. Non che la Toscana corra il rischio di cadere nelle
mani leghiste, ma il campanellino d'allarme emerso dal sondaggio Ipsos di
metà settimana (che il Pd toscano precisa di non aver commissionato n.d.r.),
rivela la crescita del partito di Bossi anche al di qua dell'appennino
centrale.
Sono i numeri a certificarlo: se si votasse oggi la Lega avrebbe in Toscana
l'8,2% dei voti. È il caso di ricordare che non più tardi di un anno e mezzo
fa i lumbard-toscani alle politiche presero un risicato 2%.
«Non è detto che pigliano voti solo al Pdl. Io credo che la Lega stia
rubando consensi anche a Rifondazione Comunista» commenta il professore
Caciagli. «Sembra una cosa strana?» osserva il politologo.
Da Rifondazione alla Lega? Ma è come buttarsi in un baratro.
«Dieci anni fa scrissi che la Lega non avrebbe sfondato in Toscana proprio
perché c'era Rifondazione e il modello toscano.
Oggi Rifondazione è molto indebolita e coloro che contestavano
l'establishment, per costoro il Pd è ormai establishment, la Lega è
percepita come un movimento antisistema, come lo è stato nel nord.
Quindi gli ex Rifondazione scelgono la Lega come voto di protesta.
Naturalmente, stando al sondaggio Ipsos, sarebbe stato utile studiare i
flussi per capire meglio la situazione».
In ogni caso tutto il centro sinistra non deve abbassare la guardia.
«Comunque vada è un voto di protesta che ora si esprime parzialmente con la
Lega anche perché Rifondazione non dà l'idea di un partito compatto.
Un vecchio elettore comunista che ha sempre votato con tenacia Rifondazione,
ora inizia a guardarsi in giro e l'occhio potrebbe cadere sulla Lega».
Come è possibile una cosa del genere. «Non deve meravigliarsi.
Esiste un'ampia letteratura e ci sono tante ricerche che dimostrano come nel
Veneto operai e persino sindacalisti della Cgil sono passati alla Lega.
Ribadisco che viene recepito come l'unico partito antisistema. È vero che
sono al governo e prendono in giro anche i loro elettori. Ma uno che
protesta, che sta male perché colpito dalla crisi, con chi se la rifà? ». E
il modello toscano che fine ha fatto? «È al riparo. Ma anche nel modello
toscano gli emarginati ci sono sempre stati, come i pensionati che pigliano
poco di pensione e gli operai che perdono il lavoro, o semplicemente i
nostalgici che non sopportano più questo sistema».
Sono questi i motivi del clamoroso balzo della Lega? «Oltre al travaso dalla
sinistra, non bisogna dimenticare quell'elettorato moderato che è scontento
e non riesce a trovare la sponda nel Pdl. Ovviamente votano la Lega di Bossi
perché ritengono che se c'è una forza che può farsi valere anche in Toscana,
questa è la Lega.
Nella mia analisi infine c'è un terzo punto...» Lo dica pure. «È evidente
che i punti che perde il Pdl li cattura il Pd». Dalle sua parole emerge un
elettorato molto schizofrenico. «Proprio così. Ma è ormai noto che in Italia
da qualche anno c'è una larga fetta di votanti che si sposta con facilità da
una parte all'altra. Quindi da un lato può essere contento del governo
toscano, dall'altro può essere scontento del governo Berlusconi ».
di Osvaldo Sabato
http://www.perunaltracitta.org/index.php?option=com_content&view=arti...