Armati per liberare il Veneto dall'Italia:
13 indagati per associazione paramilitare
Non riconoscono il Referendum del 1866 per l'annessione
Tra loro anche il comandante della polizia locale di Cornuda
TREVISO (5 novembre) - Tredici persone indagate per costituzione di
associazione paramilitare. L'indagine, condotta dalla Questura di Treviso,
si concentra su una organizzazione che si richiama ai principi
dell'autogoverno del popolo veneto. Fra gli indagati anche il comandante
della polizia locale di Cornuda che sarebbe stato il responsabile della
"polizia veneta".
L'indagine è nata dal ritrovamento di alcune divise con le insegne del
popolo veneto e stampati con proclami inneggiamenti all'autodeterminazione,
rinvenuti nel corso di un pignoramento nella sede dei Liberi Imprenditori
Federalisti Europei (Life), a Conegliano (Treviso).
I tredici indagati - quattro promotori e nove aderenti - secondo i sospetti
della Procura di Treviso, da alcuni mesi erano intenti ad arruolare
simpatizzanti, arrivando ad una ottantina di adesioni. In tempi brevi,
secondo la Polizia, il gruppo avrebbe potuto passare a organizzare
esercitazioni militari.
Non riconoscono la validità del Referendum che stabilì l'annessione. Gli
indagati, secondo quanto si è appreso, sono promotori e aderenti ad una
organizzazione denominata "Autogoverno del Popolo Veneto-movimento di
liberazione nazionale", che non riconoscerebbe di fatto la validità
dell'annessione del Veneto allo Stato Italiano decisa con il Referedendum
nel 1866.
Nessun legame con i "Serenissimi". Dalle indagini non sarebbero emersi
legami o contatti di alcun tipo con i "Serenissimi" o con partiti. Le
indagini sono state coordinate dal procuratore della Repubblica di Treviso
Antonio Fojadelli e dirette dalla Digos locale.
Il capo della polizia di Cornuda responsabile della "polizia veneta". Tra
gli indagati, anche il comandante della polizia locale di Cornuda (Treviso),
che avrebbe avuto il ruolo di responsabile della "polizia veneta", il capo
del cosidetto "governo del Popolo Venetò" e un ex agente espulso dalla
polizia nel 2000, che avrebbe avuto il compito di gestire un centro,
all'interno di un supermercato, dove venivano prese le adesioni
all'associazione.
Pistole automatiche e fucili a pompa. Nel corso delle perquisizioni, sono
state poste sotto sequestro, a fine di ulteriori controlli, anche nove
pistole semiautomatiche, 727 proiettili e due fucili a pompa, pare
regolarmente detenuti. Sequestrato anche materiale documentale, tute
mimetiche con i fregi di una fantomatica "polizia veneta", oltre a
proiettili e caricatori per pistole.
http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=79259&sez=NORDEST