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Propositi sconsiderati - Concita De Gregorio
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pomero  
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 More options Nov 8, 9:30 pm
Newsgroups: it.politica.pds
From: "pomero" <p...@tin.it>
Date: Sun, 8 Nov 2009 11:30:47 +0100
Local: Sun, Nov 8 2009 9:30 pm
Subject: Propositi sconsiderati - Concita De Gregorio
Propositi sconsiderati - Concita De Gregorio

Come Maria Zegarelli ha anticipato ieri su questo giornale Stefano Cucchi ha
smesso di mangiare a di bere perché da giorni chiedeva di parlare con un
avvocato, richiesta negata. Vi abbiamo mostrato la cartella clinica del
pronto soccorso da cui risulta che la «caduta accidentale dalle scale»
coincide con il giorno del suo ingresso in caserma e non, come ha sostenuto
il sottosegratario alla Giustizia, a quindici giorni prima. Ne ha scritto
per noi Dario Fo. Oggi vi mostriamo le carte dell'ospedale Pertini, la
relazione del medico al tribunale di Roma scritta e inviata il 21 ottobre.
Si legge: «Ha affermato di rifiutare di alimentarsi finché non parlerà col
suo avvocato». Poche ore dopo Stefano è morto. Si fa fatica ad illustrare il
diritto ad essere assistiti da un avvocato quando si è arrestati,
interrogati e reclusi: siamo ai fondamentali. Che un cittadino arrestato ai
giardinetti (deteneva una modesta quantità di droga) venga restituito alla
famiglia cadavere senza aver potuto parlare con un avvocato è qualcosa che
riguarda ciascuno di noi, il posto in cui viviamo. Dovrebbe suscitare uno
sdegno assai maggiore delle percosse a Yoani Sanchez, la blogger cubana che
racconta a Rachele Gonnelli i suoi terribili venti minuti in mano alla
polizia politica. L'Italia non è Cuba. Cucchi non è stato fermato da uomini
vestiti di nero e senza distintivi. Alla manifestazione spontanea di
protesta, ieri a Roma, c'è stato qualche disordine: la sorella di Cucchi ha
chiesto «nessuno faccia gesti sconsiderati». Non è sconsiderato, crediamo,
chiedere che si accerti la verità sugli ultimi sei giorni di vita di un
ragazzo che era uscito per andare al parco. Non smetteremo di pretenderlo.
Pubblichiamo oggi la ricostruzione che Enrico Deaglio fa dell'ultima
passeggiata di Piero Marrazzo verso via Gradoli, la prigione di Moro e la
casa di Natalie: un racconto che parla dell'Italia com'è diventata. Claudio
Fava scrive invece a Roberto Saviano: una lettera aperta in cui gli chiede
di candidarsi in Campania, lo dicevamo ieri, perché «sono tempi di
Resistenza» e bisogna fare come i ragazzi del '43, uscire di casa e
prendersi sulle spalle un lavoro necessario. Anche lui parla dell'Italia
com'è. Luigi De Magistris promuove la candidatura di D'Alema a ministro
degli Esteri europeo: c'è una condizione, però. Goffredo Fofi ci porta nelle
stanze della musica: un riparo.

A vent'anni dalla caduta del muro di Berlino (nell'inserto di otto pagine
tutte le foto inedite dell'archivio della Ddr ritrovato da un italiano) nel
nostro Paese gli eredi delle diverse tradizioni politiche ed ideologiche
lavorano alla costruzione di una casa comune. Non è semplice, è un lavoro
costantemente in corso. Tuttavia ieri il nuovo segretario Pier Luigi Bersani
ha dato forma all'edificio: quasi 200 tra eletti e membri di diritto in
direzione nazionale del Pd, trovate nelle pagine interne tutti i nomi.
Enrico Letta e Rosy Bindi, di estrazione cattolica, vicesegretario e
presidente. Finocchiaro e Franceschini capogruppo. Un programma «per
costruire un'alternativa di governo». Accade nello stesso giorno in cui il
direttore della Terza rete Rai viene messo alla porta. C'è molto da fare e
si dovrebbe cominciare stamani, pazienza se è domenica.

http://concita.blog.unita.it//Propositi_sconsiderati_734.shtml


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