Partecipare con democrazia. Ma come e con chi? A Bari si sono intrecciate le riflessioni della Rete del nuovo Municipio e quelle del Cantiere delle riviste Alba Sasso
La Puglia è ormai un laboratorio politico a cielo aperto e a ciclo continuo. Quest'ultimo fine settimana ha visto intrecciarsi, per geografia e tematiche, due appuntamenti, quello della Rete del Nuovo Municipio, e il Cantiere per la Democrazia, organizzato dalle riviste "Carta", "aprile", "Quaderni Labour", "Alternative", "Quale Stato", "Nuova ecologia", "Ecoradio". Alcune centinaia di partecipanti, tra amministratori, esponenti della società civile, movimenti, hanno dato vita ad una sorta di discussione in progress, in cui i temi si sono sovrapposti ed articolati, un laboratorio concreto di cittadinanza attiva. Le svolte delle ultime elezioni pugliesi, così come in gran parte delle amministrazioni locali, tende in qualche modo a prefigurare la costruzione se non di una rete alternativa, certamente di una sorta di struttura di istituzioni locali che in qualche modo esprimono esigenze nuove, portatrici di una domanda di cambiamento e di trasformazione del loro ruolo. Sia chiaro, nessuno può illudersi che i risultati elettorali, di per sé, costituiscano una garanzia di cambiamento. Proprio dai lavori della Rete del Nuovo Municipio sono emerse le difficoltà legate a questa trasformazione. Che sono di progettualità, di strumenti adatti alla sua realizzazione, di soggetti capaci di esserne protagonisti. Di una verifica di quanto oggi realmente rappresenta quella "società civile" così come è andata configurandosi in queste esperienze. E alla luce dell'altro grande tema, al centro del Cantiere delle riviste, quello della democrazia partecipata che si coniughi strettamente con un panorama politico indubbiamente cambiato. Il problema non è banalmente come amministrare, distribuire i compiti per sindaci ed assessori. Gli interventi come quello del sindaco di Bari Michele Emiliano, del presidente della Regione Nichi Vendola e per altro verso le note polemiche delle associazioni della società civile ne sono stati, da punti di vista diversi, testimonianza. Perché si tratta prima di tutto di verificare l'idea stessa di democrazia partecipata, a partire dalla complessità affascinante e difficile da gestire, di un universo di realtà più o meno organizzate, quella galassia dei movimenti che sono pratiche e soggettività politiche, ricerca ed elaborazione. Non si può, per altro, prescindere nemmeno dalla necessità di ricercare una sintesi fra queste istanze e le necessità di governare che ci troviamo davanti. Perché l'emergenza con cui tutti devono confrontarsi è quella di una cosa pubblica che richiede, qui ed ora, una capacità di intervento perlomeno uguale a quella di progettare ed immaginare gli scenari futuri. Il periodo che ci separa dalla "primavera pugliese" non è certamente tale da giustificare bilanci definitivi, ma è sufficiente per spingere nella direzione indicata nel dibattito di questa due giorni. Che è quella di una democrazia attiva, un ruolo della cittadinanza slegato dalle scadenze istituzionali, ma non ignaro delle stesse. E' ancora quello di un ruolo "etico" dei nuovi municipi, la capacità di indicare con le novità dei comportamenti e delle scelte il senso ed il valore profondo dei cambiamenti possibili. Forse nella due giorni barese la parte dedicata alla Rete dei municipi ha un po' soverchiato l'iniziativa del Cantiere delle riviste, che ha visto un po' ridursi la partecipazione. Eppure nel dibattito partecipato e ricco dei gruppi di lavoro, previsti proprio dal Cantiere, tanti semi sono stati gettati. Anche per continuare qui in Puglia un lavoro di elaborazione e di costruzione di reti. E la presenza di tanti giovani competenti e appassionati è sicuramente uno dei risultati migliori dell'iniziativa. Insomma dalla due giorni barese è venuta su, prepotentemente, la necessità di trasformare le idee in proposte, le proposte in progetti ed è apparsa finalmente la generosità del mettersi in gioco.
> Partecipare con democrazia. Ma come e con chi? > A Bari si sono intrecciate le riflessioni della Rete del nuovo Municipio e > quelle del Cantiere delle riviste > Alba Sasso > Insomma dalla due giorni barese è venuta su, prepotentemente, la necessità > di trasformare le idee in proposte, le proposte in progetti ed è apparsa > finalmente la generosità del mettersi in gioco.
L'unica angoscia che attanaglia un pò tutti sai qual'é? E' che la nostra non si trasformi in una primavera alla Dubcek. Nonostante i problemi siano tanti, troppi, ciò che prevale in questo momento é la serenità, la voglia di affrontarli con consapevolezza, e ha portato tutti a migliorare perfino i rapporti spiccioli fra cittadini. C'é più attenzione, rispetto, predisposizione all'ascolto dell'altro.
Ma ad occhi dalla vista più acuta ed a orecchi più sensibili non sfugge che le forze oscure per ora messe nell'angolo stiano semplicemente in stenby, progettando le reazioni più cupe che portino alla disillusione. E non sono necessariamente fra le fila dei " nemici ".
Giorni addietro han preso, gli stessi, un'iniziativa che é finita, come diciamo noi, alla coglionella. Per screditare il ribasso o l'esenzione dei ticket che non é stato uguale per tutti, ed é giusto che sia così, non vedo perché chi ha redditi piuttosto alti non debba contribuire, han distribuito scatole con bustine di zucchero come " medicina " per addolcire l'amarezza di questa decisione.
La reazione dei più, piuttosto diffidenti, si può ravvisare nella frase che correva di più: se le prenda lei. Qualcuno ha anche ribattuto: é giusto, se io posso non vedo perché debbo essere privilegiato al pari di chi non può. Non tutti ovviamente; " scamavano " di più quelle persone, e qui son tante, con le toppe al culo ma che presentano agli sportelli delle banche libretti milionari ( in euro ).
E' stata comunque una beffa alla luce del sole, ma negli uffici pubblici, nei sindacati, nelle scuole il rancore cresce, e, temo, primo o poi deborderà. Comunque, speriamo bene........
> L'unica angoscia che attanaglia un pò tutti sai qual'é? E' che la nostra > non si trasformi in una primavera alla Dubcek. > Nonostante i problemi siano tanti, troppi, ciò che prevale in questo > momento é la serenità, la voglia di affrontarli con consapevolezza, e ha > portato tutti a migliorare perfino i rapporti spiccioli fra cittadini. C'é > più attenzione, rispetto, predisposizione all'ascolto dell'altro.
e mi pare che per vostra regione sia un grande passo avanti credo che si possa aver fiducia, ma non distogliere mai l'attenzione perche quelli che sono nemici sono nemici da vero