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Commento della stampa sui vacanzieri italiani
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milanchamp  
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 More options Nov 4, 9:33 pm
Newsgroups: it.hobby.viaggi
From: milanchamp <MILANCAMPION...@YAHOO.IT>
Date: Wed, 4 Nov 2009 02:33:35 -0800 (PST)
Local: Wed, Nov 4 2009 9:33 pm
Subject: Re: Commento della stampa sui vacanzieri italiani
Mi

> piacerebbe stare un mese in Australia, ma non ci sto perchè costa troppo ed
> allora ripiego su altre alternative, dove è il problema?
> Io NON dovrei viaggiare solo perchè non posso permettermi di fare quello che
> mi piacerebbe fare? è normale scendere a compromessi quando si pensa al
> viaggio da fare, anche perchè molte persone non possono permettersi di fare
> 3-4 viaggi l'anno.

Quoto questo e gli altri tuoi interventi di questo thrd, ma forse non
sai che qui è spesso capitato di dover leggere chi sostiene con
altezzosità e snobismo che i "pezzenti" dei low cost dovrebbero
starsene a casa perchè non possono permettersi viaggioni e pacchetti
prenotati in agenzia.. :-)

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adamski  
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 More options Nov 4, 9:35 pm
Newsgroups: it.hobby.viaggi
From: adamski <ilgrandelo...@gmail.com>
Date: Wed, 4 Nov 2009 02:35:18 -0800 (PST)
Local: Wed, Nov 4 2009 9:35 pm
Subject: Re: Commento della stampa sui vacanzieri italiani
On 4 Nov, 09:25, alberto <subma...@tiscali.it> wrote:

> Per chi ha voglia di leggere :http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=78539&sez=HOME_ECONOMIA

> L'articolo non dice di per se cose nuove, interessante è che non è
> scritto da addetti ai lavori bensì da una
> giornalista che tratta solitamente temi economici.

> Da parte mia non posso che condividere i contenuti.

> Al

Mi sembra il solito cumulo di luoghi comuni. Mi ripropongo di scrivere
un giorno un post sul livello infantile di snobismo in cui è
precipitato il ng. Tutti si credono depositari del modo giusto di
viaggiare, me compreso; la cosa grave è quando tutti credono di avere
delle *fondate ragioni*, quando tutti si sentono in diritto di
spiegare agli altri *perché* il loro modo di viaggiare è meglio di
quello altrui (cosa che a me neanche passa per la testa).

Per quanto riguarda il tema "informarsi sì/informarsi no" io tendo
sempre a informarmi il meno possibile e a lasciare aperte tutte le
"possibilità" del viaggio, sia in termine di stimoli che di percorsi.
Ho comprato un biglietto per il Viet Nam perché volevo vedere i luoghi
dove era stato girato Apocalypse Now (che è stato girato nelle
Filippine) e perché avevo letto che c'era il miglior caffè del mondo.

La prima volta che sono andato in India non sapevo niente di niente
(letto "Kim", visto qualche film, mi aspettavo di trovare santoni
levitanti e yogi a ogni angolo di strada).

Ora per esempio sto pensando di andare in Bolivia, suggestionato dalle
gesta di Butch Cassidy, Billy the Kid e Che Guevara e stimolato dal
fatto che nessuno che conosco ci sia mai andato.

Per me, tra due mete sconosciute, una vale l'altra; basta che faccia
caldo e che ci sia gente in ciabatte per strada.


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Ergo Sum  
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 More options Nov 4, 9:33 pm
Newsgroups: it.hobby.viaggi
From: "Ergo Sum" <e...@sum.org>
Date: Wed, 04 Nov 2009 10:33:01 GMT
Local: Wed, Nov 4 2009 9:33 pm
Subject: Re: Commento della stampa sui vacanzieri italiani

"alberto" <subma...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:29034921-7f52-4f33-b781-349a661c10e5@k17g2000yqb.googlegroups.com...
Per chi ha voglia di leggere :
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=78539&sez=HOME_ECONOMIA

>L'articolo non dice di per se cose nuove,
>interessante è che non è
>scritto da addetti ai lavori bensì da una
>giornalista che tratta solitamente temi economici.

forse è meglio che torni a trattare i temi economici allora :)

tratta il turismo sotto diversi punti di vista ma in modo sempre
approssimativo e scontato.
Da dell'ubriacono al turista italiano, parliamo dei russi, o inglesi o dei
tedeschi?
Che ci siano turisti maleducati e rumorosi italiani è vero, ma non sono gli
unici; ma questo cosa vuol dire? cosa c'entra con l'articolo? se ne deve
parlare dia delle percentuali, faccia dei riferimenti con altre nazioni; no,
dire che l'italiano è maleducato e rumoroso (ometto l'ubriacone perchè mi fa
ridere ogni volta) è più semplice e trova sempre tutti d'accordo.

Poi via i numeri sulla crisi del settore turistico, cadendo nell'errore più
banale; il settore è in crisi per colpa delle low-cost. Assurdo.
La gente viaggia come prima forse più prima ma il settore turistico è in
crisi.
I tour operator chiudono e la colpa è del "turismo di massa" (come recita
l'articolo più volte) forse era meglio sottolineare che todomondo ha
lasciato a terra decine di viaggiatori che avevano già pagato, e che non è
stata chiusa perchè non aveva clienti.
Ha chiuso, lei come altre, perchè gestita in malo modo, da truffatori.
Che si parli di questi truffatori, allora.

Invece no, l'articolo continua portando la discussione sulla "cultura";
facciamo sentire l'italiano ignorante. E barbone perchè "non si tratta di
comprare con lo sconto, dovrebbe essere anche una questione di qualità..."
ASSURDO
Questa brava autrice si dimentica di sottolineare il fatto che i villaggi
turistici, da sempre paradiso dell'italiano cafone secondo i luoghi comuni
decantati dall'articolo, sono offerti ampiamente dalle agenzie di viaggio,
che poco hanno a che fare con low cost offerto sul web. I villaggi sono
sempre esistiti, anche prima del web. Ce n'erano meno forse perchè la gente
viaggiava meno.

Insomma un'accozzaglia di luoghi comuni e argomenti senza nesso logico.

Che ci siano problemi legati al settore turistico questo è innegabile, ma
l'articolo ben si guarda da prendere in considerazione i reali fattori.
Perchè non dire che le agenzie di viaggio non sono più adatte a organizzare
viaggi ? che sono semplicemente degli 'illustratori di cataloghi' e non dei
consulenti?
Andrebbe riconsiderato e rimodernato il settore turistico, creando nuove
figure e nuovi servizi 'su misura' per i viaggiatori.
Non ha alcun senso che un viaggiatore si rivolga ad un agente di viaggio per
avere informazioni su un posto che l'agente di viaggio neanche conosce.
Non ha alcun senso che l'agente di viaggio cerchi di vendere il pacchetto
che gli conceda la percentuale più alta di utile


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Ergo Sum  
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 More options Nov 4, 9:42 pm
Newsgroups: it.hobby.viaggi
From: "Ergo Sum" <e...@sum.org>
Date: Wed, 04 Nov 2009 10:42:05 GMT
Local: Wed, Nov 4 2009 9:42 pm
Subject: Re: Commento della stampa sui vacanzieri italiani

"alberto" <subma...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:162caabe-8ca9-44e4-bce8-f0b969eb8f68@37g2000yqm.googlegroups.com...
On 4 Nov, 10:52, "Ergo Sum" <e...@sum.org> wrote:

> Il problema non è dei viaggiatori nè tanto meno delle offerte low cost,
> anzi. Grazie a queste offerte tanta gente che prima non poteva viaggia
> perchè non aveva soldi sufficienti adesso riesce a fare un viaggio in più
> ogni tanto.

Dire invece che si è trovato un modo alquanto subdolo per sollecitare
una ulteriore spesa (anche low) da fasce di reddito che in altri tempi
avrebbero evitato di farlo non è politicamente corretto vero ? Ma per
carità, non sono certo io ad affermare che oramai la massa intesa come
parte preponderante di consumatori di quantità tende a vivere al di
sopra delle proprie reali possibilità. Il low cost è uno dei vari
catalizzatori di questa significativa virata sociologica.
---
ma per favore.
. Io mi baso su esperienze personali. Non conosco UNA persona (non dico
dieci, dico UNA) che abbia fatto un viaggio che non si potesse permettere. O
che viaggi tanto per spendere i propri soldi.
UNA VOLTA, come dici, si badava molto di più a risparmiare, questo è vero,
ora no. Ma è un discorso che vale per ogni settore. Se io ho 500 euro da
spendere li spendo come voglio, che sia in un viaggio che sia in una tv.
Una volta i 500 si mettevano in banca e li vedevi crescere, poco per volta.
ora no.
E quindi? l'articolo da te proposto non parla del consumismo estremo, quindi
poco ci azzecca il tuo discorso.

Sarà per questa ragione che ho scelto in luogo di una Ferrari (per cui
avrei volontà e diciamocelo anche un minimo di diritto..) una più
sobria ma low cost utilitaria inglese ? Non ci sarei arrivato..
-----
bhe da come apprezzi l'articolo era meglio precisarlo

Queste affermazioni sono la cosa più gratuita che potevi mettere in
argomento. Sarebbe come dire che visto che girando in diverse
panetterie non sono stato capace ( e qui mi responsabilizzo innvece di
dare colpe) di trovare del pane come dico io, allora le panetterie
sono da evitare, tutte. Mi faccio il pane in casa, da solo.
Dire che si è incapaci di trovare un fornitore serio e gradito
invece?
------
è lo stesso discorso; ma siccome non ho il tempo e la voglia di girare 300
agenzie in tutta la regione, trovo più semplice e più pratico fare da me.
Se fare il pane da me mi porta via meno tempo di quanto ne spenderei a
cercare una panetteria, sceglierei di farlo in casa.
Dov'è il problema?
Invece sarebbe molto più sensato che le panetterie di offrissero già un pane
di buona qualità, senza dover impazzire per cercarlo, non pane di qualità
scadente.

Non credo che trovi una cosa del genere in 5 minuti su internet.
Se vuoi un pacchetto devi anche accettare che questo sia
"preconfezionato" quindi nei termini di partenze, soggiorno e costo
non modificabile. Ma non ci vuole molto a dirlo e/o a capirlo. Se una
agenzia non riesce a comunicarti una questione così banale o è
Bluvacanze o è meglio che chiuda in fretta, oppure tu....
----
5 magari no, ma non una settimana.
Giuro, per ben due volte ho preso accordi con due agenzie diverse (per due
viaggi diversi) avevo chiesto un viaggio con specifici itinerari e voli
interni; appuntamento preso la settimana dopo e la settimana dopo NON ERA
ancora pronto nulla! ma stiamo scherzando? mi noleggio l'auto ed i voli io,
di hotel ne trovo e amen.

> Il problema del turismo attuale è proprio dovuto al modus di operare delle
> agenzie di viaggio; troppo arcaico nella nostra epoca, troppo legato a
> vecchi schemi e abitudini.

Invece si. Continua ad essere il 70 per cento della clientela :
entrano, si informano, chiedono cataloghi, ci pensano, ritornano e
decidono. Questo vale per il solito settimanone a Sharm come per la
luna di miele in Polinesia ma anche per un week end a Parigi se si
vuole avere la garanzia completa e un riferimento a casa per ogni
evenienza ed eventuali contenziosi che dovessero venir fuori.

---
Non rientrando in quel 70% non voglio quel tipo di servizio, oltre al quale
l'agente di viaggio non sembra abbia voglia di andare.


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adamski  
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 More options Nov 4, 9:47 pm
Newsgroups: it.hobby.viaggi
From: adamski <ilgrandelo...@gmail.com>
Date: Wed, 4 Nov 2009 02:47:37 -0800 (PST)
Local: Wed, Nov 4 2009 9:47 pm
Subject: Re: Commento della stampa sui vacanzieri italiani
On 4 Nov, 10:55, giumak <beppequartaTOGL...@virgilio.it> wrote:

> > Rispetto la tua opinione..io invece lo faccio spesso, in quanto ho una
> > cerchia di destinazioni che mi interessano e quando trovo un prezzo
> > ottimo compro il biglietto. Sbaglio?

> No, ti quoto, eccome se ti quoto! L'importante è, naturalmente, di non
> fare viaggi a casaccio solo perchè costano poco, questo no;

Ma perché no, maledizione, perché? Cosa c'è di male nel sentirsi a
proprio agio con la valigia in mano? Nel voler "partire", "staccare",
indipendentemente da dove si va?

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Papera  
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 More options Nov 4, 10:01 pm
Newsgroups: it.hobby.viaggi
From: "Papera" <pap...@papera.com>
Date: Wed, 4 Nov 2009 12:01:31 +0100
Local: Wed, Nov 4 2009 10:01 pm
Subject: Re: Commento della stampa sui vacanzieri italiani

> ---
> ma per favore.
> . Io mi baso su esperienze personali. Non conosco UNA persona (non dico
> dieci, dico UNA) che abbia fatto un viaggio che non si potesse permettere.
> O che viaggi tanto per spendere i propri soldi.

può anche essere vero che delle persone viaggino al di sopra delle proprie
possibilità, ma è anche vero che queste probabilmente sceglieranno l'agenzia
dove poter fare un finanziamento. Se scegli Ryan (per dirne una) e booking
per prenotare un albergo o i soldi li hai (non nel senso che sei ricco, ma
nel senso che hai la copertura) o non li hai, non ci sono storie!

> UNA VOLTA, come dici, si badava molto di più a risparmiare, questo è vero,
> ora no. Ma è un discorso che vale per ogni settore. Se io ho 500 euro da
> spendere li spendo come voglio, che sia in un viaggio che sia in una tv.

Verissimo ed ognuno di noi è libero di scegliere ciò che ritiene più
opportuno: per me viaggiare è un modo per crescere e ampliare gli orizzonti,
per cui sono soldi ben spesi.
Le analisi di Alberto sono sempre interessanti perchè nascono da una persona
che mi sembra competente e che ama il proprio lavoro, ma che è anche in un
settore dove sono tanti gli "improvvisati". Poi è chiaro che ognuno ha il
proprio punto di vista e il proprio modo di vivere. Banalmente ieri ho
trovato un volo per Barcellona a 86 euro in due e ne ho approfittato: non mi
sento in colpa per questo, anzi ne sono felice perchè ho la possibilità di
vedere una città che era tanto che volevo visitare. Il modo di porsi
rispetto alla vacanza/viaggio dipende da quello che siamo, non dai soldi
spesi. Se sei superficiale, lo sei indipendentemente dal tuo conto in banca,
IMHO.

ciao

Papera


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carla polastro  
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 More options Nov 4, 10:06 pm
Newsgroups: it.hobby.viaggi
Followup-To: it.hobby.viaggi
From: carla polastro <carlaTOpolastroGL...@inwind.it>
Date: Wed, 04 Nov 2009 12:06:36 +0100
Local: Wed, Nov 4 2009 10:06 pm
Subject: Re: Commento della stampa sui vacanzieri italiani

Papera wrote:
> può anche essere vero che delle persone viaggino al di sopra delle proprie
> possibilità, ma è anche vero che queste probabilmente sceglieranno
> l'agenzia dove poter fare un finanziamento.

Una mia conoscente, titolare di un'agenzia di viaggi ad Alessandria, mi ha
detto che, ormai, più del 50% dei suoi clienti opta per il finanziamento.

A me, fare debiti per andare in vacanza sembra un'assurdità totale, ma
tant'è...

> Se sei superficiale, lo sei indipendentemente
> dal tuo conto in banca, IMHO.

Quoto!

Ciao Papera,

Carla


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Christian Vignali  
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 More options Nov 4, 10:10 pm
Newsgroups: it.hobby.viaggi
From: Christian Vignali <spamm...@fancoolo.kz>
Date: Wed, 04 Nov 2009 12:10:07 +0100
Local: Wed, Nov 4 2009 10:10 pm
Subject: Re: Commento della stampa sui vacanzieri italiani
adamski ha scritto:

> Ma perché no, maledizione, perché? Cosa c'è di male nel sentirsi a
> proprio agio con la valigia in mano? Nel voler "partire", "staccare",
> indipendentemente da dove si va?

Ti quoto.
Personalmente l'ho fatto tante volte e lo rifaro' questo mese (per 2
volte), ma sempre in Europa. Chiaro che non ho nulla contro quelli che
lo fanno anche per destinazioni piu' lontane :)

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Papera  
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 More options Nov 4, 10:11 pm
Newsgroups: it.hobby.viaggi
From: "Papera" <pap...@papera.com>
Date: Wed, 4 Nov 2009 12:11:31 +0100
Local: Wed, Nov 4 2009 10:11 pm
Subject: Re: Commento della stampa sui vacanzieri italiani

> Una mia conoscente, titolare di un'agenzia di viaggi ad Alessandria, mi ha
> detto che, ormai, più del 50% dei suoi clienti opta per il finanziamento.

Idem per comprare, telefonini, televisori, ecc.

> A me, fare debiti per andare in vacanza sembra un'assurdità totale, ma
> tant'è...

Condivido, pur nel rispetto delle scelte altrui. Questo è un problema della
nostra società: l'esigenza di avere indipendentemente da tutto, senza
pensare minimamente  che poi questo possa portare a situazioni ingestibili
(rate per prestiti vari, carta di credito ecc.ecc)! Ma qui si esula dai
viaggi....

> Ciao Papera,

Ciao Carla,
Papera

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andread  
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 More options Nov 4, 10:14 pm
Newsgroups: it.hobby.viaggi
From: andread <amdo...@gmail.com>
Date: Wed, 4 Nov 2009 03:14:26 -0800 (PST)
Local: Wed, Nov 4 2009 10:14 pm
Subject: Re: Commento della stampa sui vacanzieri italiani
On 4 Nov, 10:45, "Ergo Sum" <e...@sum.org> wrote:

Forse mi sono spiegato male credendo che il virgolettato fosse
sufficientemente chiaro.
Io non ho nulla contro chi va nei villaggi visto che ci sono andato
anch'io e non ho nessuna preclusione ad andarci in futuro.
Quello che mi fa sorridere e' che molti "viaggiatori" ti raccontano
quanto e' bello il Messico perche' sono andati a Cancun e non sono mai
usciti dal villaggio, di quanto e' bella la la Malaisia senza sapere
che cosa c'e' all'esterno del villaggio o quanto e' bella la
Martinica, peccato che lo staff del Med non parli molto ben
l'italiano.
Parlo di chi, e nei villaggi delle catene italiane sono per mia
esperienza la stragrande maggioranza, quando gli chiedi se ha
intenzione di affittare la macchina per andare in giro a vedere posti
e persone, ti fissa come si guarda un pazzo che ha deciso di sprecare
un giorno di "all-inclusive" per vedere quattro incivili e mangiare
chissa' quali schifezze.
Per me viaggiare implica necessariamente il voler vedere e voler
soprattutto conoscere i posti dove vado. Lo posso fare stando in un
villaggio, in un hotel, in tenda, in camper, etc, etc.
Ma prendere un aereo per andarsi a rinchiudere in una "little italy"
in capo al mondo, secondo il mio modesto parere, non fa di una persona
un "viaggiatore".
Se questo fa di me uno snob, allora sono orgogliosamente snob.

ciao

andrea


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Riccardo Cortinovis  
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 More options Nov 4, 10:19 pm
Newsgroups: it.hobby.viaggi
From: "Riccardo Cortinovis" <xnoxt...@tiscali.it>
Date: Wed, 4 Nov 2009 12:19:32 +0100
Local: Wed, Nov 4 2009 10:19 pm
Subject: Re: Commento della stampa sui vacanzieri italiani

"alberto" <subma...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:29034921-7f52-4f33-b781-349a661c10e5@k17g2000yqb.googlegroups.com...

Io credo che la parte più interessante sia la conclusione.
"Non ci sono grandi margini di guadagno nell'intermediazione di servizi
turistici, i tour operator si muovono tra un 30-20% di ricarico lordo, le
agenzie di viaggio guadagnano in media un 8-13% lordo sui viaggi che
vendono. Non sono questi i ricavi che consentono grandi riprese e grandi
investimenti di qualità, forse dovremo rivedere tutto. Forse è meglio legare
le ali degli aerei, fermare le navi, chiudere gli albergoni-fabbrica,
fermare i pullman dei turisti "mordi e fuggi". Fermiamoci tutti e
ripensiamoci, riflettiamo sul turismo che verrà: per chi lo organizza, per
chi lo vende e per chi ne dovrebbe godere."

In pratica tour operator e agenzie ci guadagnano troppo poco per avere una
ripresa e investimenti di qualità?
Questa è una delle più grandi cazzate che ho mai letto.
Per viaggiare servono alberghi e trasporti. Non servono tour operator e
agenzie, soprattutto nel mondo di internet.
Complessivamente un articolo che non vale la carta su cui è stato
stampato...
Ciao
Ric


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giumak  
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 More options Nov 4, 10:32 pm
Newsgroups: it.hobby.viaggi
From: giumak <beppequartaTOGL...@virgilio.it>
Date: Wed, 04 Nov 2009 12:32:02 +0100
Local: Wed, Nov 4 2009 10:32 pm
Subject: Re: Commento della stampa sui vacanzieri italiani
adamski ha scritto:

> Ma perché no, maledizione, perché? Cosa c'è di male nel sentirsi a
> proprio agio con la valigia in mano? Nel voler "partire", "staccare",
> indipendentemente da dove si va?

IMHO, aprire tutte le porte -a tutti- a colpi di prezzi 'stracciati', è
sicuramente un fattore di civiltà, di democrazia, (ma anche di business);
la democrazia, è assenza di discriminazione e, detto così, ciò ha un
significato molto suggestivo, altisonante, nobile, ovviamente condivisibile.
Io, tuttavia, ritengo che questo sia uno dei tanti limiti, degli errori,
  che la democrazia -troppo generica- comporta.

La preservazione dei beni comuni, essenza, nucleo, del concetto
democratico, deve essere difesa ad ogni costo e quindi, applicando
questo concetto anche al turismo, ritengo che quest'ultimo -debba essere
talvolta selettivo e quindi anche 'discriminante'-.

Il viaggiare per il viaggiare sarebbe fenomeno anche condivisibile, ma
dovrebbe al limite essere riservato a determinate categorie di persone e
basta, onde evitare la volgarizzazione e la devastazione di tanti
luoghi, così come oggi sta purtroppo accadendo, ma ciò è assolutamente
irrealizzabile!

Beppe

--
Giumak

'I love mankind,
  it's people I can't stand!'
                              (Linus)

www.beppequarta.it: una parte di vita...
www.filodijuta.it: una vita intera...


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alberto  
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 More options Nov 4, 10:55 pm
Newsgroups: it.hobby.viaggi
From: alberto <subma...@tiscali.it>
Date: Wed, 4 Nov 2009 03:55:41 -0800 (PST)
Local: Wed, Nov 4 2009 10:55 pm
Subject: Re: Commento della stampa sui vacanzieri italiani
On 4 Nov, 12:19, "Riccardo Cortinovis" <xnoxt...@tiscali.it> wrote:

> In pratica tour operator e agenzie ci guadagnano troppo poco per avere una
> ripresa e investimenti di qualità?
> Questa è una delle più grandi cazzate che ho mai letto.
> Per viaggiare servono alberghi e trasporti. Non servono tour operator e
> agenzie, soprattutto nel mondo di internet.
> Complessivamente un articolo che non vale la carta su cui è stato
> stampato...

Ric, alberghi e trasporti servono e bastano  a chi viaggia come noi.
Il resto della clientela limitiamoci pure italiana pretende il
servizio completo e non va su internet a comperarlo. Magari si guarda
attorno , poi va in agenzia. Vogliono la settimana al caldo, tutto
incluso e con i trasferimenti inclusi. Meglio se il personale parla
italiano e magari , chessò, un pasta corner almeno alla sera. Questa è
la realtà che fa il paio con la realtà che il low cost in generale nei
viaggi ha soffocato la liquidità di tutti ( alberghi, villaggi,
stamberghe comprese) e se vogliono evolversi, migliorare o
semplicemente adeguare lo standard devono avere soldi che se non
arrivano dal venduto sono dolori.
Il mondo via internet ha un senso per alcune tipologie di viaggio, e
solo per pochi (vedi NG ma non tutti..) offre soluzioni fattibili.
Diciamocelo con franchezza è anche questione di formazione e di
attitudine. Senza problemi, sai che lavoro faccio, ho aumentato il
numero dei passeggeri sul vacanze (numero e non volume prodotto)
quindi vedo che l'agenzia come attività è giustificata, meno è
l'evoluzione del ricavo che accompagna quanto accennato dalla
giornalista nell'articolo, e che purtroppo corrisponde a verità.
Corrisponde anche che molte persone accedono al credito per viaggi
anche semplici ( Disney Paris ad esempio), segno che insomma fa un po
pensare.

La tua frase che nel mondo di internet non servono agenzie e operatori
copre tutte le attività umane. Oggi non mi serve un progettista
elettronico a Bergamo, me lo trovo su internet in India o giù di
li.... ma sappiamo che non è la soluzione, non ne esiste una
unilaterale, ma bisogna conoscere per dare giudizi capitali.

Al

"Non omnia possumus omnes" - Lucilio


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adamski  
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 More options Nov 4, 11:00 pm
Newsgroups: it.hobby.viaggi
From: adamski <ilgrandelo...@gmail.com>
Date: Wed, 4 Nov 2009 04:00:05 -0800 (PST)
Local: Wed, Nov 4 2009 11:00 pm
Subject: Re: Commento della stampa sui vacanzieri italiani
On 4 Nov, 12:32, giumak <beppequartaTOGL...@virgilio.it> wrote:

> La preservazione dei beni comuni, essenza, nucleo, del concetto
> democratico, deve essere difesa ad ogni costo e quindi, applicando
> questo concetto anche al turismo, ritengo che quest'ultimo -debba essere
> talvolta selettivo e quindi anche 'discriminante'-.

La selezione la fai legiferando correttamente e impedendo che il
puttanaio dilaghi. Sostenendo il tuo popolo e favorendo la nascita di
strutture turistiche sostenibili. A me quello che non va giù è che ci
sono intere classi dirigenti che hanno fatto la propria fortuna
vendendo concessioni edilizie e autorizzazioni ad operatori turistici,
affittando ettari ed ettari di costa o di foresta alle solite
multinazionali del cazzo, e alla fine lo sputtanamento di chi sarebbe
colpa? Del poveraccio che acquista un viaggio low-cost? Della sua
mancanza di cultura?

> Il viaggiare per il viaggiare sarebbe fenomeno anche condivisibile, ma
> dovrebbe al limite essere riservato a determinate categorie di persone e
> basta, onde evitare la volgarizzazione e la devastazione di tanti
> luoghi, così come oggi sta purtroppo accadendo, ma ciò è assolutamente
> irrealizzabile!

Questa è una posizione molto ma molto onesta. Anche io quando sono in
viaggio detesto la gran parte della gente che incontro, perché mi
rovina il viaggio, perché mi impesta con la sua insulsaggine. Ma non
mi sognerei mai di "argomentare" razionalmente circa la mia
superiorità o di vagheggiare impedimenti di sorta basati sul censo.

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lsd  
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 More options Nov 5, 12:18 am
Newsgroups: it.hobby.viaggi
From: "lsd" <lsd...@tiscali.it>
Date: Wed, 4 Nov 2009 14:18:26 +0100
Local: Thurs, Nov 5 2009 12:18 am
Subject: Re: Commento della stampa sui vacanzieri italiani

"alberto" <subma...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:3838ae7b-f64b-462e-82d5-40ad36df8551@k17g2000yqb.googlegroups.com...
On 4 Nov, 12:19, "Riccardo Cortinovis" <xnoxt...@tiscali.it> wrote:

>Ric, alberghi e trasporti servono e bastano  a chi viaggia come noi.
>Il resto della clientela limitiamoci pure italiana pretende il
>servizio completo e non va su internet a comperarlo. Magari si guarda
>attorno , poi va in agenzia. Vogliono la settimana al caldo, tutto
>incluso e con i trasferimenti inclusi. Meglio se il personale parla

<italiano e magari , chessò, un pasta corner almeno alla sera.

E allora che paghino per avere la pappa pronta, no ?

lsd


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giumak  
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 More options Nov 5, 12:23 am
Newsgroups: it.hobby.viaggi
From: giumak <beppequartaTOGL...@virgilio.it>
Date: Wed, 04 Nov 2009 14:23:44 +0100
Local: Thurs, Nov 5 2009 12:23 am
Subject: Re: Commento della stampa sui vacanzieri italiani
adamski ha scritto:

> La selezione la fai legiferando correttamente e impedendo che il
> puttanaio dilaghi. Sostenendo il tuo popolo e favorendo la nascita di
> strutture turistiche sostenibili.

Se ho proposto un'utopia, auspicando una mentalità democraticamente
'selettiva' ed un turismo 'selezionato', la tua, ahinoi, la supera di
gran lunga.

E' vero che i nodi sono finalmente giunti al pettine e che il sistema ha
fatto saltare il banco, ma è altrettanto vero che i danni, primari o
secondari che siano non conta, prodotti dal malcostume ci sono e sono da
considerarsi il più delle volte danni irreversibili, stabili, purtroppo,
sia come causa che come effetto.

Allo stato attuale delle cose credo che sia impensabile riuscire in
qualche modo a deviare il corso degli eventi: viaggiare ovunque, a basso
prezzo, da opportunità si è trasformato in diritto acquisito di tutti e,
come ho scritto di recente sempre in risposta ad un post di Alberto, è
praticamente impossibile eliminare un diritto acquisito dal menù delle
folle! E' questo, IMHO, il vero problema. La devastazione, a meno che
non si effettui una potente politica di sensibilizzazione, (cosa che mi
lascerebbe comunque molto perplesso e scettico), continuerà
inesorabilmente e lo sai il perchè? perchè a non volerne la fine, ormai,
sono proprio coloro che sono le vittime primarie di tale devastazione,
coloro che oggi non saprebbero come procacciarsi da vivere altrimenti,
se venissero privati delle orde di turisti miopi e beceri!

> ... Anche io quando sono in
> viaggio detesto la gran parte della gente che incontro, perché mi
> rovina il viaggio, perché mi impesta con la sua insulsaggine. Ma non
> mi sognerei mai di "argomentare" razionalmente circa la mia
> superiorità o di vagheggiare impedimenti di sorta basati sul censo.

a me, invece, più che la presenza dei colleghi di viaggio 'disturbatori,
ignoranti e maleducati', (che comunque resta molto fastidiosa), disturba
molto, molto di più la percezione del falso, dell'artefatto, della
recita eseguita a tuo beneficio per spillarti quattrini, non importa se
pochi o molti. Magari il tutto condito da qualche 'aggiustatura
personalizzata' che renda l'evento, oppure l'oggetto od il cibo, più
vicino alle tue esigenze di straniero. La mancanza di spontaneità, di
naturalezza, insomma, che poi è la diretta conseguenza della
devastazione di cui sopra.

--
Giumak

'I love mankind,
  it's people I can't stand!'
                              (Linus)

www.beppequarta.it: una parte di vita...
www.filodijuta.it: una vita intera...


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Ergo Sum  
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 More options Nov 5, 12:24 am
Newsgroups: it.hobby.viaggi
From: "Ergo Sum" <e...@sum.org>
Date: Wed, 4 Nov 2009 14:24:14 +0100
Local: Thurs, Nov 5 2009 12:24 am
Subject: Re: Commento della stampa sui vacanzieri italiani

"alberto" <subma...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:3838ae7b-f64b-462e-82d5-40ad36df8551@k17g2000yqb.googlegroups.com...
On 4 Nov, 12:19, "Riccardo Cortinovis" <xnoxt...@tiscali.it> wrote:

Ric, alberghi e trasporti servono e bastano  a chi viaggia come noi.
Il resto della clientela limitiamoci pure italiana pretende il
servizio completo e non va su internet a comperarlo. Magari si guarda
attorno , poi va in agenzia. Vogliono la settimana al caldo, tutto
incluso e con i trasferimenti inclusi. Meglio se il personale parla
italiano e magari , chessò, un pasta corner almeno alla sera. Questa è
la realtà che fa il paio con la realtà che il low cost in generale nei
viaggi ha soffocato la liquidità di tutti

---

e fino a qua ci siamo. Tutto corretto, ma dove sta il problema?
Dammi un senso a quell'articolo che parla di italiani ubriaconi cafoni e
della crisi del settore turistico a causa dei troppi viaggi low cost per
terminare buttandolo sulla mancanza della "cultura del viaggio".
E' davvero un articolo banale e senza logica.


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Riccardo Cortinovis  
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 More options Nov 5, 1:33 am
Newsgroups: it.hobby.viaggi
From: "Riccardo Cortinovis" <xnoxt...@tiscali.it>
Date: Wed, 4 Nov 2009 15:33:48 +0100
Local: Thurs, Nov 5 2009 1:33 am
Subject: Re: Commento della stampa sui vacanzieri italiani

"alberto" <subma...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:3838ae7b-f64b-462e-82d5-40ad36df8551@k17g2000yqb.googlegroups.com...

>Ric, alberghi e trasporti servono e bastano  a chi viaggia come noi.
>Il resto della clientela limitiamoci pure italiana pretende il
>servizio completo e non va su internet a comperarlo. Magari si guarda
>attorno , poi va in agenzia. Vogliono la settimana al caldo, tutto
>incluso e con i trasferimenti inclusi.

In un viaggio tipo, i soggetti interessati sono cliente-struttura
ricettiva-compagnie di trasporto.
In passato la loro relazione era curata dalle agenzie e dai tour operator ma
oggi internet ha dato gli strumenti al cliente di gestire velocemente e
rapidamete in proprio tutti i contatti con gli altri soggetti, rendendo di
fatto sempre meno utile l'esperienza e la professionalità del tour operator.
Io credo che la crisi di questo settore non sia da imputare all'avvento dei
viaggi low cost, come sostenuto dall'articolo, ma dalla sempre meno
necessaria presenza di tour operator e agenzie.
Mi è capitato di prendere un catalogo di un'agenzia e quotare un viaggio.
Poi ho visto quanto mi sarebbe costato prenotare direttamente le stesse
cose, trasferimenti compresi, e il risparmio era anche del 30-40%.
Se posso farlo da solo, che senso ha avvalersi di un'agenzia?
Tra l'altro il livello qualitativo medio delle agenzie è in ribasso dopo la
liberalizzazione. A me demoralizza molto quando entro in agenzia e chiedo
informazioni e l'impiegata apre un catalogo e inizia a leggere perchè non sa
minimamente di cosa sto parlando.
Non vedo nemmeno come gli hotel o le compagnie di trasporto possano essere
penalizzate dal settore low cost. A Bergamo, grazie forse ai 6 milioni di
passeggeri dell'aeroporto, stanno nascendo alberghi come funghi e le tariffe
raramente sono low cost e hanno delle percentuali di occupazione piuttosto
elevati. Per le compagnie di trasporto, ad es. Ryanair ha annunciato il
quadruplicamento dell'utile e continua ad investire in nuovi aerei.
Sono attività economiche dove si valuta l'investimento in funzione dei
ritorni. Se non c'è convenienza economica, non si apre.
Quindi trovo ed è assurdo pensare che il problema del settore turistico
siano maggiori margini per agenzie e tour operato destinati a sparire o a
reinventarsi specializzandosi in settori di nicchia.

>La tua frase che nel mondo di internet non servono agenzie e operatori
>copre tutte le attività umane. Oggi non mi serve un progettista
>elettronico a Bergamo, me lo trovo su internet in India o giù di
>li.... ma sappiamo che non è la soluzione, non ne esiste una
>unilaterale, ma bisogna conoscere per dare giudizi capitali.

Io subisco molto la concorrenza orientale, soprattutto cinese. Ne ho tenuto
conto e ora lavoro in settori magari più piccoli ma con margini migliori.
Non pretendo certo che si fermi l'economia, si blocchino le importazioni
dalla Cina e si ricominci a lavorare con i margini di 20 anni fa.
Ciao
Ric

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alberto  
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 More options Nov 5, 1:44 am
Newsgroups: it.hobby.viaggi
From: alberto <subma...@tiscali.it>
Date: Wed, 4 Nov 2009 06:44:54 -0800 (PST)
Local: Thurs, Nov 5 2009 1:44 am
Subject: Re: Commento della stampa sui vacanzieri italiani
On 4 Nov, 14:24, "Ergo Sum" <e...@sum.org> wrote:

> e fino a qua ci siamo. Tutto corretto, ma dove sta il problema?

Se è tutto corretto, come affermi, il problema è evidente. Riguarda un
aumento di utenza ed un abbassamento dei margini, quindi produce una
congiuntura negativa e visto che siamo in periodo prolungato anche una
fase di recessione. I fallimenti non si spiegano altrimenti, le apnee
della maggior parte del mercato (anche non turistico) idem. Questo per
rimanere in linguaggio da barsport. Approfondimenti richiedono un
minimo di conoscenza del mercato, delle condizioni e di quattro dati
utili per dare non una opinione viscerale e , permettimi, fuori centro
totale come hai scritto in una risposta precedente, ma una opinione
basata su fatti quindi tecnicamente valida. Poi si sa, è sempre colpa
di uno o dell'altro...mia nonna era convinta che ogni volta " ca i
russ o i american sparen ul razz al temp al cambia".

> Dammi un senso a quell'articolo che parla di italiani ubriaconi cafoni e
> della crisi del settore turistico a causa dei troppi viaggi low cost per
> terminare buttandolo sulla mancanza della "cultura del viaggio".
> E' davvero un articolo banale e senza logica.

Ho letto l'articolo probabilmente con altri occhi, basandomi sulla mia
quotidianità professionale. Non entro nel merito dello status dei
viaggiatori, ogni uno se ne può creare a piacimento una opinione.
Posso , basandomi su personali esperienze, affermare che il turista
italiano spesso è molesto, poco autonomo ma dipende anche dalla
destinazione. Ti potrebbe essere utile una serata a Lloret Del MAr per
sottoscrivere l'ubriachezza degli italiani a pieno titolo, certo in
ottima compagnia con il resto del mondo. Certamente a Mont St Michel o
Dueville sarà ardua trovare un italiano alticcio, o non interessato
alla storia. Come tutto dipende.
Certo è che la padronanza delle lingue straniere per lo più è
inconsueta nell'italiano, la propensione ad adattarsi a costumi
diversi poco sviluppata, in generale lo spirito del viaggiatore viene
superato dal desiderio di condividere per una qualsiasi ragione
( moda, emulazione semplice, interesse improvviso, esibizionismo ecc)
un luogo, un viaggio, un significato che si può attribuire a tutto
ciò. Queste sono osservazioni ovviamente generiche, quindi da prendere
come tali, che riscontro spesso in parte della mia clientela. Se posso
aggiungere un fatto alquanto diffuso che osservo quando mi trovo
all'estero in presenza di connazionali è il gusto sciocco di sminuire
il nostro paese e tutto ciò che sarebbero anche fatti nostri. Un
tedesco parlerebbe solamente bene del proprio popolo e della propia
nazione, governo compreso, noi forse per guadagnarci una mal
interpretabile simpatia o solidarietà ci copriamo sovente di
microfigure non edificanti. Questo contribuisce anche a dare un idea a
stranieri non molto limpida della nostra tenuta come popolo e la metto
in conto alla cosiddetta cultura del viaggio.

Se partiamo dall'osservazione di Gad Lerner , confermata da Beppe
Severgnini, che in Italia sono poco più di quattro milioni i cittadini
che leggono regolarmente, quindi acquistano quotidiani, si informano
non solo dei numeri del lotto ma anche di fatti capitali per la nostra
vita, che viaggiano con curiosità (testuali parole) ovvero che si
rivolgono al mondo extraitaliano a volto scoperto e intrattengono
ottimi rapporti generali, possiamo credere che questo articolo
incriminato porti sugli scudi questi 4 milioni e intenda colpire il
resto del gruppo che stimo in 20 milioni scarsi potenziali turisti.
Non lo dico io quindi, ma viene esteso da persone ben più affermate e
intelligenti di me che lo stato sociale è indicativo di un
comportamento, della ricerca di priorità, della scelta di valori. Per
alcuni pochi saranno musei, case storiche, luoghi di culto,
riferimenti culturali e la conoscenza degli abitanti mentre per la
maggior parte ancora sarà la ricerca di un qualsiasi motivo per dire
ci sono stato anche io, il macdonald è sputato quello di casa mia, le
donne sono belle, faceva freddo e non ho capito che mi dicevano, no
non c'era niente da comprare comunque è stato figo. Nulla da eccepire
in tutto ciò, ma vogliamo guardarci negli occhi e dirci che la verità
spesso è una e va accettata? Entrate in una qualsiasi scuola media
della penisola, dopo due ore vi siete resi conto chi ha possibilità e
che farà qualche cosa della propria vita e chi invece sarà li, suo
malgrado, a fare numero. Gran parte di questi numeri sono uno degli
argomenti che ritengo di aver percepito dall'articolo, che ribadisco
condivido.

Liberi poi di erigere dei komsomol del viaggiatore, ma va benissimo,
alla fine ogni persona torna a fare quello che può e un po meno,
sempre meno, quello che vorrebbe. Sempre parafrasando la mia nonna "
Ogni cuoco cucina con l'acqua".

Al

http://submaris.jimdo.com  -  ì miei viaggi


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M_C  
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 More options Nov 5, 2:01 am
Newsgroups: it.hobby.viaggi
Followup-To: it.hobby.viaggi
From: my...@libero.it (M_C)
Date: Wed, 04 Nov 2009 15:01:03 GMT
Local: Thurs, Nov 5 2009 2:01 am
Subject: Re: Commento della stampa sui vacanzieri italiani
Il 04 Nov 2009, 09:25, alberto <subma...@tiscali.it> ha scritto:

mah ... se i turisti sono pochi, non va bene perché anche le masse hanno il
diritto di viaggiare, viaggiare non dev'essere un privilegio di pochi
ricchi. se i turisti sono tanti non va bene perché il popolo bue è
maleducato e rozzo, se si muove fa solo danni e il MdF mordi-e-fuggi è
meglio perderlo che trovarlo.
insomma ... muoversi avanti e sbagliato, idem indietro. pure spostarsi DX e
SX non va bene. saltellare poi è orribile. forse stare fermi è meglio? ma
quando mai, è segno di indecisione :o) ovvero non va mai bene niente e
neppure il suo contrario.

saluti, davide

--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/


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alberto  
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 More options Nov 5, 2:19 am
Newsgroups: it.hobby.viaggi
From: alberto <subma...@tiscali.it>
Date: Wed, 4 Nov 2009 07:19:41 -0800 (PST)
Local: Thurs, Nov 5 2009 2:19 am
Subject: Re: Commento della stampa sui vacanzieri italiani
On 4 Nov, 15:33, "Riccardo Cortinovis" <xnoxt...@tiscali.it> wrote:

> Io subisco molto la concorrenza orientale, soprattutto cinese. Ne ho tenuto
> conto e ora lavoro in settori magari più piccoli ma con margini migliori.
> Non pretendo certo che si fermi l'economia, si blocchino le importazioni
> dalla Cina e si ricominci a lavorare con i margini di 20 anni fa.

Ric sono d'accordo in linea di massima con le tue eccezioni. Però, c'è
sempre un però, fai i conti in modo molto autoreferenziale, come se
tutto il potenziale mercato la pensasse come te e avesse le tue
iniziative.
Passando in due agenzie la maggior parte del mio tempo ti posso
assicurare che basta molto molto meno per mettere ko un cliente medio,
altro che semplice relazione cliente-struttura-trasporto. Abbiamo
problemi a far capire un biglietto ferroviario, non scherzo.
Mi piacerebbe creare una nicchia e organizzare viaggi straordinari,
alcuni già li faccio ma ho il dovere di garantire una decina di
famiglie con il posto di lavoro e quindi bisogna macinare il grano che
c'è. Questo mi consente di affermare che , almeno nella mia zona, i
tempi per una debacle di agenzie che sanno lavorare non sono ancora
visibili.
Anche da parte mia non pretendo di tornare indietro ma , ripeto, non
siamo ancora così avanti e passerà ancora del tempo prima e se
internet prevarrà. Per intanto registro che agenzie OLTA (online
travel agencies) tipo Expedia e simili pressano per avere agenzie
tradizionali come partner, idem per i vettori aerei con la sola
esclusione di Ryan air, aumentano i motori dedicati per le
prenotazionio alberghiere dedicati alle agenzie ed il motivo è
semplice: dopo aver creato la libera caccia i diversi settori ( aereo,
alberghiero, crocieristico ecc) hanno capito che serve un
intermediario che veicoli, consigli il cliente altrimenti le
opportunità si frammentano troppo. Ecco una ragione per cui siamo
tornati ad essere "cari colleghi" dopo anni di calci in faccia.

Al

" Turista italiano indicando la Torre di Londra : sorry, ehm, what is
it ?
  Risposta del bobby che guardava nella direzione della coda dei
turisti : a queue , sir"


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Riccardo Cortinovis  
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 More options Nov 5, 3:07 am
Newsgroups: it.hobby.viaggi
From: "Riccardo Cortinovis" <xnoxt...@tiscali.it>
Date: Wed, 4 Nov 2009 17:07:02 +0100
Local: Thurs, Nov 5 2009 3:07 am
Subject: Re: Commento della stampa sui vacanzieri italiani

"alberto" <subma...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:abaeeba6-6664-4f53-9408-a392e6a2bd34@m38g2000yqd.googlegroups.com...
On 4 Nov, 15:33, "Riccardo Cortinovis" <xnoxt...@tiscali.it> wrote:

>Ric sono d'accordo in linea di massima con le tue eccezioni. Però, c'è
>sempre un però, fai i conti in modo molto autoreferenziale, come se
>tutto il potenziale mercato la pensasse come te e avesse le tue
>iniziative.

Puoi immaginare che quando mi trovo con altra gente, si finisca sempre a
parlare di viaggi e conosco il modo di viaggiare di molte persone.
E' vero, ce ne sono alcuni che vanno ancora in agenzia. Si tratta
principalmente di gente che non ha esperienze di viaggio significative
oppure che vuole il pacchetto all-inclusive economico e senza pensieri o chi
non ha o non è capace di usare internet, percentuale destinata sicuramente a
scendere negli anni.
Molti invece hanno magari usato le agenzie in passato ma, piano piano,
cominciano a sfruttare gli strumenti internet e non conosco nessuno che,
cominciando a viaggiare in questo modo, poi sia ritornato in agenzia.
A mio parere quindi il movimento è in un'unica direzione e la nuova
clientela delle agenzia credo sia soprattutto di nuovi viaggiatori che
decidono di passare dal viaggio nazionale ad uno più esotico.
Mi ricordo la prima volta che presi l'aereo nel 1995 per un Milano-Rio.
All'andata ero completamente spaesato e non sapevo nemmeno cosa fosse il
check-in. Al ritorno, questo fu il commento del mio compagni di viaggio, mi
comportai già molto più disinvoltamente. Al terzo viaggio in aereo, al primo
da solo, dovetti affrontare una situazione di overbooking e me la cavai
egregiamente.
Viaggiare è una cosa che si impara.
Le agenzie potranno avere un ruolo per chi si affaccia in questo mondo. Ma è
alta la probabilità che un cliente poi cominci a camminare con le proprie
gambe e si arrangi con internet, riservando all'agenzia solo poche
operazioni come le prenotazioni aeree (le agenzie sono ancora l'unico posto
dove si può prenotare senza pagare subito).
In questa ottica, quello che sta accadendo è evidente: bisogna attirare chi
non viaggia e lo si può fare abbassando i prezzi o offrendo finanziamenti,
probabilmente perchè chi non viaggia forse non ha mai viaggiato per motivi
economici.
E si abbassano i margini.
Ma è la realta del mercato che riguarda tutti i settori economici.
La sopravvivenza delle agenzie sarà più o meno lunga a seconda della
capacità di comprendere la situazione e adeguarvisi.
Situazione che chi ha scritto l'articolo probabilmente non ha compreso per
niente perchè la crisi delle agenzie non si risolve bloccando il turismo
"buzzurro" e tornando ad un turismo di elite con pochi clienti ma margini da
favola: chi lo pensa di economia non ne capisce niente.
Ciao
Ric

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 More options Nov 5, 3:16 am
Newsgroups: it.hobby.viaggi
From: l <lcnewsnos...@email.it>
Date: Wed, 04 Nov 2009 17:16:35 +0100
Local: Thurs, Nov 5 2009 3:16 am
Subject: Re: Commento della stampa sui vacanzieri italiani
il post ha preso un'altra piega,
ma volevo solo aggiungere che mi fanno schifo e mi fanno quegli
italiani (spesso -al 99,9999%  sono meridionali- come me, per evitare
polemiche stupide) che fumano di nascosto nei bagni degli aeroporti,
oggi ne ho pizzicato un altro a fiumicino.
Di certo non mi vergogno per essere casualmente nato nella stessa
terra, ma di sicuro mi fanno venire voglia di andarmene

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Vanes  
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 More options Nov 5, 9:08 am
Newsgroups: it.hobby.viaggi
From: "Vanes" <vanes9...@katamail.com>
Date: Wed, 4 Nov 2009 23:08:45 +0100
Local: Thurs, Nov 5 2009 9:08 am
Subject: Re: Commento della stampa sui vacanzieri italiani

>>"alberto" <subma...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
>>news:29034921-7f52-4f33-b781-349a661c10e5@k17g2000yqb.googlegroups.com...
>>Per chi ha voglia di leggere :
>>http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=78539&sez=HOME_ECONOMIA
>>L'articolo non dice di per se cose nuove,

Specie qua, visto che era gia' stato postato mi pare da Benedetto...se non
questo uno di concorrenza ma con gli identici contenuti....

Vacanze low cost, tour operator in crisi
Todomondo rinasce dopo il crack

>>La Fiavet annuncia il rischio di chiusura per 3.000 piccole e medie
>>imprese e la perdita di circa 8.000 posti di lavoro, l'Associazione Agenti
>>di Viaggi- Autotutela pubblica on line il definitivo
>>fallimento del tour operator Teorema e le difficoltà serie di Rallo
>>Viaggi.

Come successe a tanti negozi alimentari con l'arrivo dei supermercati
qualche decina di anni fa.....

>>rivedremo a Striscia la Notizia? Ci saranno ancora italiani disposti a
>>comprare on line viaggi di lusso per un pugno di euro convinti di fare i
>>furbi in vacanza con 500 euro in Messico per 2 settimane
>>tutto incluso?

Io su Todomondo un'offerta cosi' non l'ho mai vista.......ma sicuramente la
giornalista avra' guardato per anni il sito di Todomondo per poter scrivere
questo dato a babbo morto...

>>E' questo forse il problema del turismo di massa? Viaggi a due soldi,
>>nessuno ci guadagna, neanche le località turistiche straniere che
>>pagherebbero per non essere intasate dai turisti da 1 euro tasse
>>aeroportuali incluse

Questo e' ridicolo, irreale...... mi meraviglio che la giornalista sia
economista..... chi e' che riempie hotel ad esempio di girona una volta
molto piu' vuoti??? E perche' mai questi albergatori dovrebbero volere i
loro hotel vuoti, magari con i prezzi dimezzati come pre ryan???
Perche' cittadine che sono turisticamente rinate, dovrebbero rimpiangere il
triste deserto??
Ora per qualche dirigente Rallo che ci abbandona con buona compagnia di
qualche banconiera totalmente incapace ed incompetente.... quanti nuovi
assunti ci sono nell'aeroporto di Girona, quanti negli hotel, ristoranti e
bar di Girona??

>> e neanche gli operatori che per praticare questi prezzi stracciati
>> finiscono con l'affogare nei debiti.

Non sempre si puo' campare di mediazioni commerciali.... e per molti il
servizio finiva li'....

>>Non è solo una questione di crisi, è anche una questione di cultura.
>>Cultura personale, prima di tutto. Non si tratta solo di comprare con lo
>>sconto, dovrebbe essere anche una questione di qualità
>>rapportata alla propria esperienza di vita. Andare in giro per il mondo
>>senza conoscere neanche vagamente la storia del paese in cui si sta per
>>arrivare, e avendo poca consapevolezza anche di quella
>>del proprio paese. Senza preoccuparsi di conoscere almeno le coordinate
>>geografiche della località prescelta ma solo lo sconto che offre
>>l'ennesimo operatore a basso costo, magari sul web: a
>>questo è ridotto il turismo in Italia, il turismo di chi lo fa, di chi lo
>>vende e di chi lo compra.

Ma le mete low cost intelligenti hanno avviato una forte promozione
turistica, per cui posti come Girona e Charleroi sono ben pronti a
documentare quello che hanno da offrire.
Sull'utilita' del passato per capire il presente ci sarebbe da
discutere.....

>>Tutto si riduce all'acquisto e vendita di un bene di consumo sotto costo.

Interessante questo concetto dell'economista.... visto che la matematica non
e' un'opinione.... se qualcuno vende sottocosto genera del passivo... allora
come mai la Ryan, tanto per scegliere la "punta dell'iceberg" e' in
attivo???
Come mai che la Lufthansa che adesso pratica prezzi molto simili.... non se
la passa stra male???

>> Poco importa se non si hanno strumenti per consumare decentemente, ci si
>> ingozza di villaggi "tutto incluso", si pretende la garanzia del piatto
>> di spaghetti e di personale che parla italiano, si
>>pretende il prezzo stracciato e il massimo dei servizi. La domanda è di
>>questo livello, l'offerta si allinea, l'italiano medio esporta il peggio
>>del nostro "italian style", l'industria turistica sembra incapace
>>di coordinare qualità, prezzi e servizi con la sopravvivenza delle proprie
>>aziende.

No no aspetta questo e' quello che hanno sempre venduto gli operatori, i
villaggi ecc ecc...... ora costa solo meno.....

>>Non ci sono grandi margini di guadagno nell'intermediazione di servizi
>>turistici, i tour operator si muovono tra un 30-20% di ricarico lordo, le
>>agenzie di viaggio guadagnano in media un 8-13% lordo
>>sui viaggi che vendono. Non sono questi i ricavi che consentono grandi
>>riprese e grandi investimenti di qualità, forse dovremo rivedere tutto.
>>Forse è meglio legare le ali degli aerei, fermare le navi,
>>chiudere gli albergoni-fabbrica, fermare i pullman dei turisti "mordi e
>>fuggi". Fermiamoci tutti e ripensiamoci, riflettiamo sul turismo che
>>verrà: per chi lo organizza, per chi lo vende e per chi ne
>>dovrebbe godere.

Io ne godo, lo compro dove mi conviene, e si parla di viaggi..... invece mi
sa che come grande ripresa.... lei parli di economia..... insomma una
forzata risurrezione di obsoleti intermediari...

>>interessante è che non è
>>scritto da addetti ai lavori bensì da una
>>giornalista che tratta solitamente temi economici.

Beh non essendo il suo campo piu' che interessante..... mi verrebbero i
dubbi sulla competenza!!!I

>>Da parte mia non posso che condividere i contenuti.

Si' ma tu senza offesa non sei superpartes....

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Vanes  
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 More options Nov 5, 9:11 am
Newsgroups: it.hobby.viaggi
From: "Vanes" <vanes9...@katamail.com>
Date: Wed, 4 Nov 2009 23:11:06 +0100
Local: Thurs, Nov 5 2009 9:11 am
Subject: Re: Commento della stampa sui vacanzieri italiani

>>"Riccardo Cortinovis" <xnoxt...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
>>news:4af16345$0$698$5fc30a8@news.tiscali.it...
> Complessivamente un articolo che non vale la carta su cui è stato
> stampato...

Per me invece vale la carta su cui e' stato stampato...... visto che e'
online ;-))
PS sono stra-d'accordo

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