> piacerebbe stare un mese in Australia, ma non ci sto perchè costa troppo ed > allora ripiego su altre alternative, dove è il problema? > Io NON dovrei viaggiare solo perchè non posso permettermi di fare quello che > mi piacerebbe fare? è normale scendere a compromessi quando si pensa al > viaggio da fare, anche perchè molte persone non possono permettersi di fare > 3-4 viaggi l'anno.
Quoto questo e gli altri tuoi interventi di questo thrd, ma forse non sai che qui è spesso capitato di dover leggere chi sostiene con altezzosità e snobismo che i "pezzenti" dei low cost dovrebbero starsene a casa perchè non possono permettersi viaggioni e pacchetti prenotati in agenzia.. :-)
> L'articolo non dice di per se cose nuove, interessante è che non è > scritto da addetti ai lavori bensì da una > giornalista che tratta solitamente temi economici.
> Da parte mia non posso che condividere i contenuti.
> Al
Mi sembra il solito cumulo di luoghi comuni. Mi ripropongo di scrivere un giorno un post sul livello infantile di snobismo in cui è precipitato il ng. Tutti si credono depositari del modo giusto di viaggiare, me compreso; la cosa grave è quando tutti credono di avere delle *fondate ragioni*, quando tutti si sentono in diritto di spiegare agli altri *perché* il loro modo di viaggiare è meglio di quello altrui (cosa che a me neanche passa per la testa).
Per quanto riguarda il tema "informarsi sì/informarsi no" io tendo sempre a informarmi il meno possibile e a lasciare aperte tutte le "possibilità" del viaggio, sia in termine di stimoli che di percorsi. Ho comprato un biglietto per il Viet Nam perché volevo vedere i luoghi dove era stato girato Apocalypse Now (che è stato girato nelle Filippine) e perché avevo letto che c'era il miglior caffè del mondo.
La prima volta che sono andato in India non sapevo niente di niente (letto "Kim", visto qualche film, mi aspettavo di trovare santoni levitanti e yogi a ogni angolo di strada).
Ora per esempio sto pensando di andare in Bolivia, suggestionato dalle gesta di Butch Cassidy, Billy the Kid e Che Guevara e stimolato dal fatto che nessuno che conosco ci sia mai andato.
Per me, tra due mete sconosciute, una vale l'altra; basta che faccia caldo e che ci sia gente in ciabatte per strada.
>L'articolo non dice di per se cose nuove, >interessante è che non è >scritto da addetti ai lavori bensì da una >giornalista che tratta solitamente temi economici.
forse è meglio che torni a trattare i temi economici allora :)
tratta il turismo sotto diversi punti di vista ma in modo sempre approssimativo e scontato. Da dell'ubriacono al turista italiano, parliamo dei russi, o inglesi o dei tedeschi? Che ci siano turisti maleducati e rumorosi italiani è vero, ma non sono gli unici; ma questo cosa vuol dire? cosa c'entra con l'articolo? se ne deve parlare dia delle percentuali, faccia dei riferimenti con altre nazioni; no, dire che l'italiano è maleducato e rumoroso (ometto l'ubriacone perchè mi fa ridere ogni volta) è più semplice e trova sempre tutti d'accordo.
Poi via i numeri sulla crisi del settore turistico, cadendo nell'errore più banale; il settore è in crisi per colpa delle low-cost. Assurdo. La gente viaggia come prima forse più prima ma il settore turistico è in crisi. I tour operator chiudono e la colpa è del "turismo di massa" (come recita l'articolo più volte) forse era meglio sottolineare che todomondo ha lasciato a terra decine di viaggiatori che avevano già pagato, e che non è stata chiusa perchè non aveva clienti. Ha chiuso, lei come altre, perchè gestita in malo modo, da truffatori. Che si parli di questi truffatori, allora.
Invece no, l'articolo continua portando la discussione sulla "cultura"; facciamo sentire l'italiano ignorante. E barbone perchè "non si tratta di comprare con lo sconto, dovrebbe essere anche una questione di qualità..." ASSURDO Questa brava autrice si dimentica di sottolineare il fatto che i villaggi turistici, da sempre paradiso dell'italiano cafone secondo i luoghi comuni decantati dall'articolo, sono offerti ampiamente dalle agenzie di viaggio, che poco hanno a che fare con low cost offerto sul web. I villaggi sono sempre esistiti, anche prima del web. Ce n'erano meno forse perchè la gente viaggiava meno.
Insomma un'accozzaglia di luoghi comuni e argomenti senza nesso logico.
Che ci siano problemi legati al settore turistico questo è innegabile, ma l'articolo ben si guarda da prendere in considerazione i reali fattori. Perchè non dire che le agenzie di viaggio non sono più adatte a organizzare viaggi ? che sono semplicemente degli 'illustratori di cataloghi' e non dei consulenti? Andrebbe riconsiderato e rimodernato il settore turistico, creando nuove figure e nuovi servizi 'su misura' per i viaggiatori. Non ha alcun senso che un viaggiatore si rivolga ad un agente di viaggio per avere informazioni su un posto che l'agente di viaggio neanche conosce. Non ha alcun senso che l'agente di viaggio cerchi di vendere il pacchetto che gli conceda la percentuale più alta di utile
> Il problema non è dei viaggiatori nè tanto meno delle offerte low cost, > anzi. Grazie a queste offerte tanta gente che prima non poteva viaggia > perchè non aveva soldi sufficienti adesso riesce a fare un viaggio in più > ogni tanto.
Dire invece che si è trovato un modo alquanto subdolo per sollecitare una ulteriore spesa (anche low) da fasce di reddito che in altri tempi avrebbero evitato di farlo non è politicamente corretto vero ? Ma per carità, non sono certo io ad affermare che oramai la massa intesa come parte preponderante di consumatori di quantità tende a vivere al di sopra delle proprie reali possibilità. Il low cost è uno dei vari catalizzatori di questa significativa virata sociologica. --- ma per favore. . Io mi baso su esperienze personali. Non conosco UNA persona (non dico dieci, dico UNA) che abbia fatto un viaggio che non si potesse permettere. O che viaggi tanto per spendere i propri soldi. UNA VOLTA, come dici, si badava molto di più a risparmiare, questo è vero, ora no. Ma è un discorso che vale per ogni settore. Se io ho 500 euro da spendere li spendo come voglio, che sia in un viaggio che sia in una tv. Una volta i 500 si mettevano in banca e li vedevi crescere, poco per volta. ora no. E quindi? l'articolo da te proposto non parla del consumismo estremo, quindi poco ci azzecca il tuo discorso.
Sarà per questa ragione che ho scelto in luogo di una Ferrari (per cui avrei volontà e diciamocelo anche un minimo di diritto..) una più sobria ma low cost utilitaria inglese ? Non ci sarei arrivato.. ----- bhe da come apprezzi l'articolo era meglio precisarlo
Queste affermazioni sono la cosa più gratuita che potevi mettere in argomento. Sarebbe come dire che visto che girando in diverse panetterie non sono stato capace ( e qui mi responsabilizzo innvece di dare colpe) di trovare del pane come dico io, allora le panetterie sono da evitare, tutte. Mi faccio il pane in casa, da solo. Dire che si è incapaci di trovare un fornitore serio e gradito invece? ------ è lo stesso discorso; ma siccome non ho il tempo e la voglia di girare 300 agenzie in tutta la regione, trovo più semplice e più pratico fare da me. Se fare il pane da me mi porta via meno tempo di quanto ne spenderei a cercare una panetteria, sceglierei di farlo in casa. Dov'è il problema? Invece sarebbe molto più sensato che le panetterie di offrissero già un pane di buona qualità, senza dover impazzire per cercarlo, non pane di qualità scadente.
Non credo che trovi una cosa del genere in 5 minuti su internet. Se vuoi un pacchetto devi anche accettare che questo sia "preconfezionato" quindi nei termini di partenze, soggiorno e costo non modificabile. Ma non ci vuole molto a dirlo e/o a capirlo. Se una agenzia non riesce a comunicarti una questione così banale o è Bluvacanze o è meglio che chiuda in fretta, oppure tu.... ---- 5 magari no, ma non una settimana. Giuro, per ben due volte ho preso accordi con due agenzie diverse (per due viaggi diversi) avevo chiesto un viaggio con specifici itinerari e voli interni; appuntamento preso la settimana dopo e la settimana dopo NON ERA ancora pronto nulla! ma stiamo scherzando? mi noleggio l'auto ed i voli io, di hotel ne trovo e amen.
> Il problema del turismo attuale è proprio dovuto al modus di operare delle > agenzie di viaggio; troppo arcaico nella nostra epoca, troppo legato a > vecchi schemi e abitudini.
Invece si. Continua ad essere il 70 per cento della clientela : entrano, si informano, chiedono cataloghi, ci pensano, ritornano e decidono. Questo vale per il solito settimanone a Sharm come per la luna di miele in Polinesia ma anche per un week end a Parigi se si vuole avere la garanzia completa e un riferimento a casa per ogni evenienza ed eventuali contenziosi che dovessero venir fuori.
--- Non rientrando in quel 70% non voglio quel tipo di servizio, oltre al quale l'agente di viaggio non sembra abbia voglia di andare.
On 4 Nov, 10:55, giumak <beppequartaTOGL...@virgilio.it> wrote:
> > Rispetto la tua opinione..io invece lo faccio spesso, in quanto ho una > > cerchia di destinazioni che mi interessano e quando trovo un prezzo > > ottimo compro il biglietto. Sbaglio?
> No, ti quoto, eccome se ti quoto! L'importante è, naturalmente, di non > fare viaggi a casaccio solo perchè costano poco, questo no;
Ma perché no, maledizione, perché? Cosa c'è di male nel sentirsi a proprio agio con la valigia in mano? Nel voler "partire", "staccare", indipendentemente da dove si va?
> --- > ma per favore. > . Io mi baso su esperienze personali. Non conosco UNA persona (non dico > dieci, dico UNA) che abbia fatto un viaggio che non si potesse permettere. > O che viaggi tanto per spendere i propri soldi.
può anche essere vero che delle persone viaggino al di sopra delle proprie possibilità, ma è anche vero che queste probabilmente sceglieranno l'agenzia dove poter fare un finanziamento. Se scegli Ryan (per dirne una) e booking per prenotare un albergo o i soldi li hai (non nel senso che sei ricco, ma nel senso che hai la copertura) o non li hai, non ci sono storie!
> UNA VOLTA, come dici, si badava molto di più a risparmiare, questo è vero, > ora no. Ma è un discorso che vale per ogni settore. Se io ho 500 euro da > spendere li spendo come voglio, che sia in un viaggio che sia in una tv.
Verissimo ed ognuno di noi è libero di scegliere ciò che ritiene più opportuno: per me viaggiare è un modo per crescere e ampliare gli orizzonti, per cui sono soldi ben spesi. Le analisi di Alberto sono sempre interessanti perchè nascono da una persona che mi sembra competente e che ama il proprio lavoro, ma che è anche in un settore dove sono tanti gli "improvvisati". Poi è chiaro che ognuno ha il proprio punto di vista e il proprio modo di vivere. Banalmente ieri ho trovato un volo per Barcellona a 86 euro in due e ne ho approfittato: non mi sento in colpa per questo, anzi ne sono felice perchè ho la possibilità di vedere una città che era tanto che volevo visitare. Il modo di porsi rispetto alla vacanza/viaggio dipende da quello che siamo, non dai soldi spesi. Se sei superficiale, lo sei indipendentemente dal tuo conto in banca, IMHO.
Papera wrote: > può anche essere vero che delle persone viaggino al di sopra delle proprie > possibilità, ma è anche vero che queste probabilmente sceglieranno > l'agenzia dove poter fare un finanziamento.
Una mia conoscente, titolare di un'agenzia di viaggi ad Alessandria, mi ha detto che, ormai, più del 50% dei suoi clienti opta per il finanziamento.
A me, fare debiti per andare in vacanza sembra un'assurdità totale, ma tant'è...
> Se sei superficiale, lo sei indipendentemente > dal tuo conto in banca, IMHO.
> Ma perché no, maledizione, perché? Cosa c'è di male nel sentirsi a > proprio agio con la valigia in mano? Nel voler "partire", "staccare", > indipendentemente da dove si va?
Ti quoto. Personalmente l'ho fatto tante volte e lo rifaro' questo mese (per 2 volte), ma sempre in Europa. Chiaro che non ho nulla contro quelli che lo fanno anche per destinazioni piu' lontane :)
> Una mia conoscente, titolare di un'agenzia di viaggi ad Alessandria, mi ha > detto che, ormai, più del 50% dei suoi clienti opta per il finanziamento.
Idem per comprare, telefonini, televisori, ecc.
> A me, fare debiti per andare in vacanza sembra un'assurdità totale, ma > tant'è...
Condivido, pur nel rispetto delle scelte altrui. Questo è un problema della nostra società: l'esigenza di avere indipendentemente da tutto, senza pensare minimamente che poi questo possa portare a situazioni ingestibili (rate per prestiti vari, carta di credito ecc.ecc)! Ma qui si esula dai viaggi....
> >Conosco tante persone che hanno "girato il mondo" senza aver mai messo > >piede fuori dai villaggi. > >Villaggi, ovviamente, con staff e cibo italiano.
> scusata ma io questo atteggiamento 'snob' proprio non lo capisco. > Dove sta il problema? > Io non amo i villaggi perchè preferisco essere più autonomo nel viaggio, ma > non vedo nulla di male in chi invece li adora; il mio concetto di viaggio > mai e poi mai sarà uguale a quello di tutti gli altri individui sul pianeta; > c'è chi non ama la cucina straniera e che vuole solo rilassarsi e allora fa > bene a scegliere un villaggio, dato che gli offre esattamente quei servizi. > Dov'è il problema? > Dovremmo far abbattere tutti i villaggi perchè a qualcuno non piacciono? > Dovremmo obbligare tutti i turisti, di qualsiasi età a mangiare le cose del > posto dove vanno, a parlare la lingua del posto e a informarsi prima su > storia, politica, economica e cultura del posto? Altrimenti li facciamo > restare a casa?!
> Tu non ami i villaggi? non ci andare, ok, ma perchè 'criticare' o melgio > 'snobbare' le persone che ci vanno? > Spiegatemi dove sia il problema.
Forse mi sono spiegato male credendo che il virgolettato fosse sufficientemente chiaro. Io non ho nulla contro chi va nei villaggi visto che ci sono andato anch'io e non ho nessuna preclusione ad andarci in futuro. Quello che mi fa sorridere e' che molti "viaggiatori" ti raccontano quanto e' bello il Messico perche' sono andati a Cancun e non sono mai usciti dal villaggio, di quanto e' bella la la Malaisia senza sapere che cosa c'e' all'esterno del villaggio o quanto e' bella la Martinica, peccato che lo staff del Med non parli molto ben l'italiano. Parlo di chi, e nei villaggi delle catene italiane sono per mia esperienza la stragrande maggioranza, quando gli chiedi se ha intenzione di affittare la macchina per andare in giro a vedere posti e persone, ti fissa come si guarda un pazzo che ha deciso di sprecare un giorno di "all-inclusive" per vedere quattro incivili e mangiare chissa' quali schifezze. Per me viaggiare implica necessariamente il voler vedere e voler soprattutto conoscere i posti dove vado. Lo posso fare stando in un villaggio, in un hotel, in tenda, in camper, etc, etc. Ma prendere un aereo per andarsi a rinchiudere in una "little italy" in capo al mondo, secondo il mio modesto parere, non fa di una persona un "viaggiatore". Se questo fa di me uno snob, allora sono orgogliosamente snob.
Io credo che la parte più interessante sia la conclusione. "Non ci sono grandi margini di guadagno nell'intermediazione di servizi turistici, i tour operator si muovono tra un 30-20% di ricarico lordo, le agenzie di viaggio guadagnano in media un 8-13% lordo sui viaggi che vendono. Non sono questi i ricavi che consentono grandi riprese e grandi investimenti di qualità, forse dovremo rivedere tutto. Forse è meglio legare le ali degli aerei, fermare le navi, chiudere gli albergoni-fabbrica, fermare i pullman dei turisti "mordi e fuggi". Fermiamoci tutti e ripensiamoci, riflettiamo sul turismo che verrà: per chi lo organizza, per chi lo vende e per chi ne dovrebbe godere."
In pratica tour operator e agenzie ci guadagnano troppo poco per avere una ripresa e investimenti di qualità? Questa è una delle più grandi cazzate che ho mai letto. Per viaggiare servono alberghi e trasporti. Non servono tour operator e agenzie, soprattutto nel mondo di internet. Complessivamente un articolo che non vale la carta su cui è stato stampato... Ciao Ric
> Ma perché no, maledizione, perché? Cosa c'è di male nel sentirsi a > proprio agio con la valigia in mano? Nel voler "partire", "staccare", > indipendentemente da dove si va?
IMHO, aprire tutte le porte -a tutti- a colpi di prezzi 'stracciati', è sicuramente un fattore di civiltà, di democrazia, (ma anche di business); la democrazia, è assenza di discriminazione e, detto così, ciò ha un significato molto suggestivo, altisonante, nobile, ovviamente condivisibile. Io, tuttavia, ritengo che questo sia uno dei tanti limiti, degli errori, che la democrazia -troppo generica- comporta.
La preservazione dei beni comuni, essenza, nucleo, del concetto democratico, deve essere difesa ad ogni costo e quindi, applicando questo concetto anche al turismo, ritengo che quest'ultimo -debba essere talvolta selettivo e quindi anche 'discriminante'-.
Il viaggiare per il viaggiare sarebbe fenomeno anche condivisibile, ma dovrebbe al limite essere riservato a determinate categorie di persone e basta, onde evitare la volgarizzazione e la devastazione di tanti luoghi, così come oggi sta purtroppo accadendo, ma ciò è assolutamente irrealizzabile!
Beppe
-- Giumak
'I love mankind, it's people I can't stand!' (Linus)
On 4 Nov, 12:19, "Riccardo Cortinovis" <xnoxt...@tiscali.it> wrote:
> In pratica tour operator e agenzie ci guadagnano troppo poco per avere una > ripresa e investimenti di qualità? > Questa è una delle più grandi cazzate che ho mai letto. > Per viaggiare servono alberghi e trasporti. Non servono tour operator e > agenzie, soprattutto nel mondo di internet. > Complessivamente un articolo che non vale la carta su cui è stato > stampato...
Ric, alberghi e trasporti servono e bastano a chi viaggia come noi. Il resto della clientela limitiamoci pure italiana pretende il servizio completo e non va su internet a comperarlo. Magari si guarda attorno , poi va in agenzia. Vogliono la settimana al caldo, tutto incluso e con i trasferimenti inclusi. Meglio se il personale parla italiano e magari , chessò, un pasta corner almeno alla sera. Questa è la realtà che fa il paio con la realtà che il low cost in generale nei viaggi ha soffocato la liquidità di tutti ( alberghi, villaggi, stamberghe comprese) e se vogliono evolversi, migliorare o semplicemente adeguare lo standard devono avere soldi che se non arrivano dal venduto sono dolori. Il mondo via internet ha un senso per alcune tipologie di viaggio, e solo per pochi (vedi NG ma non tutti..) offre soluzioni fattibili. Diciamocelo con franchezza è anche questione di formazione e di attitudine. Senza problemi, sai che lavoro faccio, ho aumentato il numero dei passeggeri sul vacanze (numero e non volume prodotto) quindi vedo che l'agenzia come attività è giustificata, meno è l'evoluzione del ricavo che accompagna quanto accennato dalla giornalista nell'articolo, e che purtroppo corrisponde a verità. Corrisponde anche che molte persone accedono al credito per viaggi anche semplici ( Disney Paris ad esempio), segno che insomma fa un po pensare.
La tua frase che nel mondo di internet non servono agenzie e operatori copre tutte le attività umane. Oggi non mi serve un progettista elettronico a Bergamo, me lo trovo su internet in India o giù di li.... ma sappiamo che non è la soluzione, non ne esiste una unilaterale, ma bisogna conoscere per dare giudizi capitali.
On 4 Nov, 12:32, giumak <beppequartaTOGL...@virgilio.it> wrote:
> La preservazione dei beni comuni, essenza, nucleo, del concetto > democratico, deve essere difesa ad ogni costo e quindi, applicando > questo concetto anche al turismo, ritengo che quest'ultimo -debba essere > talvolta selettivo e quindi anche 'discriminante'-.
La selezione la fai legiferando correttamente e impedendo che il puttanaio dilaghi. Sostenendo il tuo popolo e favorendo la nascita di strutture turistiche sostenibili. A me quello che non va giù è che ci sono intere classi dirigenti che hanno fatto la propria fortuna vendendo concessioni edilizie e autorizzazioni ad operatori turistici, affittando ettari ed ettari di costa o di foresta alle solite multinazionali del cazzo, e alla fine lo sputtanamento di chi sarebbe colpa? Del poveraccio che acquista un viaggio low-cost? Della sua mancanza di cultura?
> Il viaggiare per il viaggiare sarebbe fenomeno anche condivisibile, ma > dovrebbe al limite essere riservato a determinate categorie di persone e > basta, onde evitare la volgarizzazione e la devastazione di tanti > luoghi, così come oggi sta purtroppo accadendo, ma ciò è assolutamente > irrealizzabile!
Questa è una posizione molto ma molto onesta. Anche io quando sono in viaggio detesto la gran parte della gente che incontro, perché mi rovina il viaggio, perché mi impesta con la sua insulsaggine. Ma non mi sognerei mai di "argomentare" razionalmente circa la mia superiorità o di vagheggiare impedimenti di sorta basati sul censo.
>Ric, alberghi e trasporti servono e bastano a chi viaggia come noi. >Il resto della clientela limitiamoci pure italiana pretende il >servizio completo e non va su internet a comperarlo. Magari si guarda >attorno , poi va in agenzia. Vogliono la settimana al caldo, tutto >incluso e con i trasferimenti inclusi. Meglio se il personale parla
<italiano e magari , chessò, un pasta corner almeno alla sera.
E allora che paghino per avere la pappa pronta, no ?
> La selezione la fai legiferando correttamente e impedendo che il > puttanaio dilaghi. Sostenendo il tuo popolo e favorendo la nascita di > strutture turistiche sostenibili.
Se ho proposto un'utopia, auspicando una mentalità democraticamente 'selettiva' ed un turismo 'selezionato', la tua, ahinoi, la supera di gran lunga.
E' vero che i nodi sono finalmente giunti al pettine e che il sistema ha fatto saltare il banco, ma è altrettanto vero che i danni, primari o secondari che siano non conta, prodotti dal malcostume ci sono e sono da considerarsi il più delle volte danni irreversibili, stabili, purtroppo, sia come causa che come effetto.
Allo stato attuale delle cose credo che sia impensabile riuscire in qualche modo a deviare il corso degli eventi: viaggiare ovunque, a basso prezzo, da opportunità si è trasformato in diritto acquisito di tutti e, come ho scritto di recente sempre in risposta ad un post di Alberto, è praticamente impossibile eliminare un diritto acquisito dal menù delle folle! E' questo, IMHO, il vero problema. La devastazione, a meno che non si effettui una potente politica di sensibilizzazione, (cosa che mi lascerebbe comunque molto perplesso e scettico), continuerà inesorabilmente e lo sai il perchè? perchè a non volerne la fine, ormai, sono proprio coloro che sono le vittime primarie di tale devastazione, coloro che oggi non saprebbero come procacciarsi da vivere altrimenti, se venissero privati delle orde di turisti miopi e beceri!
> ... Anche io quando sono in > viaggio detesto la gran parte della gente che incontro, perché mi > rovina il viaggio, perché mi impesta con la sua insulsaggine. Ma non > mi sognerei mai di "argomentare" razionalmente circa la mia > superiorità o di vagheggiare impedimenti di sorta basati sul censo.
a me, invece, più che la presenza dei colleghi di viaggio 'disturbatori, ignoranti e maleducati', (che comunque resta molto fastidiosa), disturba molto, molto di più la percezione del falso, dell'artefatto, della recita eseguita a tuo beneficio per spillarti quattrini, non importa se pochi o molti. Magari il tutto condito da qualche 'aggiustatura personalizzata' che renda l'evento, oppure l'oggetto od il cibo, più vicino alle tue esigenze di straniero. La mancanza di spontaneità, di naturalezza, insomma, che poi è la diretta conseguenza della devastazione di cui sopra.
-- Giumak
'I love mankind, it's people I can't stand!' (Linus)
Ric, alberghi e trasporti servono e bastano a chi viaggia come noi. Il resto della clientela limitiamoci pure italiana pretende il servizio completo e non va su internet a comperarlo. Magari si guarda attorno , poi va in agenzia. Vogliono la settimana al caldo, tutto incluso e con i trasferimenti inclusi. Meglio se il personale parla italiano e magari , chessò, un pasta corner almeno alla sera. Questa è la realtà che fa il paio con la realtà che il low cost in generale nei viaggi ha soffocato la liquidità di tutti
---
e fino a qua ci siamo. Tutto corretto, ma dove sta il problema? Dammi un senso a quell'articolo che parla di italiani ubriaconi cafoni e della crisi del settore turistico a causa dei troppi viaggi low cost per terminare buttandolo sulla mancanza della "cultura del viaggio". E' davvero un articolo banale e senza logica.
>Ric, alberghi e trasporti servono e bastano a chi viaggia come noi. >Il resto della clientela limitiamoci pure italiana pretende il >servizio completo e non va su internet a comperarlo. Magari si guarda >attorno , poi va in agenzia. Vogliono la settimana al caldo, tutto >incluso e con i trasferimenti inclusi.
In un viaggio tipo, i soggetti interessati sono cliente-struttura ricettiva-compagnie di trasporto. In passato la loro relazione era curata dalle agenzie e dai tour operator ma oggi internet ha dato gli strumenti al cliente di gestire velocemente e rapidamete in proprio tutti i contatti con gli altri soggetti, rendendo di fatto sempre meno utile l'esperienza e la professionalità del tour operator. Io credo che la crisi di questo settore non sia da imputare all'avvento dei viaggi low cost, come sostenuto dall'articolo, ma dalla sempre meno necessaria presenza di tour operator e agenzie. Mi è capitato di prendere un catalogo di un'agenzia e quotare un viaggio. Poi ho visto quanto mi sarebbe costato prenotare direttamente le stesse cose, trasferimenti compresi, e il risparmio era anche del 30-40%. Se posso farlo da solo, che senso ha avvalersi di un'agenzia? Tra l'altro il livello qualitativo medio delle agenzie è in ribasso dopo la liberalizzazione. A me demoralizza molto quando entro in agenzia e chiedo informazioni e l'impiegata apre un catalogo e inizia a leggere perchè non sa minimamente di cosa sto parlando. Non vedo nemmeno come gli hotel o le compagnie di trasporto possano essere penalizzate dal settore low cost. A Bergamo, grazie forse ai 6 milioni di passeggeri dell'aeroporto, stanno nascendo alberghi come funghi e le tariffe raramente sono low cost e hanno delle percentuali di occupazione piuttosto elevati. Per le compagnie di trasporto, ad es. Ryanair ha annunciato il quadruplicamento dell'utile e continua ad investire in nuovi aerei. Sono attività economiche dove si valuta l'investimento in funzione dei ritorni. Se non c'è convenienza economica, non si apre. Quindi trovo ed è assurdo pensare che il problema del settore turistico siano maggiori margini per agenzie e tour operato destinati a sparire o a reinventarsi specializzandosi in settori di nicchia.
>La tua frase che nel mondo di internet non servono agenzie e operatori >copre tutte le attività umane. Oggi non mi serve un progettista >elettronico a Bergamo, me lo trovo su internet in India o giù di >li.... ma sappiamo che non è la soluzione, non ne esiste una >unilaterale, ma bisogna conoscere per dare giudizi capitali.
Io subisco molto la concorrenza orientale, soprattutto cinese. Ne ho tenuto conto e ora lavoro in settori magari più piccoli ma con margini migliori. Non pretendo certo che si fermi l'economia, si blocchino le importazioni dalla Cina e si ricominci a lavorare con i margini di 20 anni fa. Ciao Ric
> e fino a qua ci siamo. Tutto corretto, ma dove sta il problema?
Se è tutto corretto, come affermi, il problema è evidente. Riguarda un aumento di utenza ed un abbassamento dei margini, quindi produce una congiuntura negativa e visto che siamo in periodo prolungato anche una fase di recessione. I fallimenti non si spiegano altrimenti, le apnee della maggior parte del mercato (anche non turistico) idem. Questo per rimanere in linguaggio da barsport. Approfondimenti richiedono un minimo di conoscenza del mercato, delle condizioni e di quattro dati utili per dare non una opinione viscerale e , permettimi, fuori centro totale come hai scritto in una risposta precedente, ma una opinione basata su fatti quindi tecnicamente valida. Poi si sa, è sempre colpa di uno o dell'altro...mia nonna era convinta che ogni volta " ca i russ o i american sparen ul razz al temp al cambia".
> Dammi un senso a quell'articolo che parla di italiani ubriaconi cafoni e > della crisi del settore turistico a causa dei troppi viaggi low cost per > terminare buttandolo sulla mancanza della "cultura del viaggio". > E' davvero un articolo banale e senza logica.
Ho letto l'articolo probabilmente con altri occhi, basandomi sulla mia quotidianità professionale. Non entro nel merito dello status dei viaggiatori, ogni uno se ne può creare a piacimento una opinione. Posso , basandomi su personali esperienze, affermare che il turista italiano spesso è molesto, poco autonomo ma dipende anche dalla destinazione. Ti potrebbe essere utile una serata a Lloret Del MAr per sottoscrivere l'ubriachezza degli italiani a pieno titolo, certo in ottima compagnia con il resto del mondo. Certamente a Mont St Michel o Dueville sarà ardua trovare un italiano alticcio, o non interessato alla storia. Come tutto dipende. Certo è che la padronanza delle lingue straniere per lo più è inconsueta nell'italiano, la propensione ad adattarsi a costumi diversi poco sviluppata, in generale lo spirito del viaggiatore viene superato dal desiderio di condividere per una qualsiasi ragione ( moda, emulazione semplice, interesse improvviso, esibizionismo ecc) un luogo, un viaggio, un significato che si può attribuire a tutto ciò. Queste sono osservazioni ovviamente generiche, quindi da prendere come tali, che riscontro spesso in parte della mia clientela. Se posso aggiungere un fatto alquanto diffuso che osservo quando mi trovo all'estero in presenza di connazionali è il gusto sciocco di sminuire il nostro paese e tutto ciò che sarebbero anche fatti nostri. Un tedesco parlerebbe solamente bene del proprio popolo e della propia nazione, governo compreso, noi forse per guadagnarci una mal interpretabile simpatia o solidarietà ci copriamo sovente di microfigure non edificanti. Questo contribuisce anche a dare un idea a stranieri non molto limpida della nostra tenuta come popolo e la metto in conto alla cosiddetta cultura del viaggio.
Se partiamo dall'osservazione di Gad Lerner , confermata da Beppe Severgnini, che in Italia sono poco più di quattro milioni i cittadini che leggono regolarmente, quindi acquistano quotidiani, si informano non solo dei numeri del lotto ma anche di fatti capitali per la nostra vita, che viaggiano con curiosità (testuali parole) ovvero che si rivolgono al mondo extraitaliano a volto scoperto e intrattengono ottimi rapporti generali, possiamo credere che questo articolo incriminato porti sugli scudi questi 4 milioni e intenda colpire il resto del gruppo che stimo in 20 milioni scarsi potenziali turisti. Non lo dico io quindi, ma viene esteso da persone ben più affermate e intelligenti di me che lo stato sociale è indicativo di un comportamento, della ricerca di priorità, della scelta di valori. Per alcuni pochi saranno musei, case storiche, luoghi di culto, riferimenti culturali e la conoscenza degli abitanti mentre per la maggior parte ancora sarà la ricerca di un qualsiasi motivo per dire ci sono stato anche io, il macdonald è sputato quello di casa mia, le donne sono belle, faceva freddo e non ho capito che mi dicevano, no non c'era niente da comprare comunque è stato figo. Nulla da eccepire in tutto ciò, ma vogliamo guardarci negli occhi e dirci che la verità spesso è una e va accettata? Entrate in una qualsiasi scuola media della penisola, dopo due ore vi siete resi conto chi ha possibilità e che farà qualche cosa della propria vita e chi invece sarà li, suo malgrado, a fare numero. Gran parte di questi numeri sono uno degli argomenti che ritengo di aver percepito dall'articolo, che ribadisco condivido.
Liberi poi di erigere dei komsomol del viaggiatore, ma va benissimo, alla fine ogni persona torna a fare quello che può e un po meno, sempre meno, quello che vorrebbe. Sempre parafrasando la mia nonna " Ogni cuoco cucina con l'acqua".
mah ... se i turisti sono pochi, non va bene perché anche le masse hanno il diritto di viaggiare, viaggiare non dev'essere un privilegio di pochi ricchi. se i turisti sono tanti non va bene perché il popolo bue è maleducato e rozzo, se si muove fa solo danni e il MdF mordi-e-fuggi è meglio perderlo che trovarlo. insomma ... muoversi avanti e sbagliato, idem indietro. pure spostarsi DX e SX non va bene. saltellare poi è orribile. forse stare fermi è meglio? ma quando mai, è segno di indecisione :o) ovvero non va mai bene niente e neppure il suo contrario.
On 4 Nov, 15:33, "Riccardo Cortinovis" <xnoxt...@tiscali.it> wrote:
> Io subisco molto la concorrenza orientale, soprattutto cinese. Ne ho tenuto > conto e ora lavoro in settori magari più piccoli ma con margini migliori. > Non pretendo certo che si fermi l'economia, si blocchino le importazioni > dalla Cina e si ricominci a lavorare con i margini di 20 anni fa.
Ric sono d'accordo in linea di massima con le tue eccezioni. Però, c'è sempre un però, fai i conti in modo molto autoreferenziale, come se tutto il potenziale mercato la pensasse come te e avesse le tue iniziative. Passando in due agenzie la maggior parte del mio tempo ti posso assicurare che basta molto molto meno per mettere ko un cliente medio, altro che semplice relazione cliente-struttura-trasporto. Abbiamo problemi a far capire un biglietto ferroviario, non scherzo. Mi piacerebbe creare una nicchia e organizzare viaggi straordinari, alcuni già li faccio ma ho il dovere di garantire una decina di famiglie con il posto di lavoro e quindi bisogna macinare il grano che c'è. Questo mi consente di affermare che , almeno nella mia zona, i tempi per una debacle di agenzie che sanno lavorare non sono ancora visibili. Anche da parte mia non pretendo di tornare indietro ma , ripeto, non siamo ancora così avanti e passerà ancora del tempo prima e se internet prevarrà. Per intanto registro che agenzie OLTA (online travel agencies) tipo Expedia e simili pressano per avere agenzie tradizionali come partner, idem per i vettori aerei con la sola esclusione di Ryan air, aumentano i motori dedicati per le prenotazionio alberghiere dedicati alle agenzie ed il motivo è semplice: dopo aver creato la libera caccia i diversi settori ( aereo, alberghiero, crocieristico ecc) hanno capito che serve un intermediario che veicoli, consigli il cliente altrimenti le opportunità si frammentano troppo. Ecco una ragione per cui siamo tornati ad essere "cari colleghi" dopo anni di calci in faccia.
Al
" Turista italiano indicando la Torre di Londra : sorry, ehm, what is it ? Risposta del bobby che guardava nella direzione della coda dei turisti : a queue , sir"
>Ric sono d'accordo in linea di massima con le tue eccezioni. Però, c'è >sempre un però, fai i conti in modo molto autoreferenziale, come se >tutto il potenziale mercato la pensasse come te e avesse le tue >iniziative.
Puoi immaginare che quando mi trovo con altra gente, si finisca sempre a parlare di viaggi e conosco il modo di viaggiare di molte persone. E' vero, ce ne sono alcuni che vanno ancora in agenzia. Si tratta principalmente di gente che non ha esperienze di viaggio significative oppure che vuole il pacchetto all-inclusive economico e senza pensieri o chi non ha o non è capace di usare internet, percentuale destinata sicuramente a scendere negli anni. Molti invece hanno magari usato le agenzie in passato ma, piano piano, cominciano a sfruttare gli strumenti internet e non conosco nessuno che, cominciando a viaggiare in questo modo, poi sia ritornato in agenzia. A mio parere quindi il movimento è in un'unica direzione e la nuova clientela delle agenzia credo sia soprattutto di nuovi viaggiatori che decidono di passare dal viaggio nazionale ad uno più esotico. Mi ricordo la prima volta che presi l'aereo nel 1995 per un Milano-Rio. All'andata ero completamente spaesato e non sapevo nemmeno cosa fosse il check-in. Al ritorno, questo fu il commento del mio compagni di viaggio, mi comportai già molto più disinvoltamente. Al terzo viaggio in aereo, al primo da solo, dovetti affrontare una situazione di overbooking e me la cavai egregiamente. Viaggiare è una cosa che si impara. Le agenzie potranno avere un ruolo per chi si affaccia in questo mondo. Ma è alta la probabilità che un cliente poi cominci a camminare con le proprie gambe e si arrangi con internet, riservando all'agenzia solo poche operazioni come le prenotazioni aeree (le agenzie sono ancora l'unico posto dove si può prenotare senza pagare subito). In questa ottica, quello che sta accadendo è evidente: bisogna attirare chi non viaggia e lo si può fare abbassando i prezzi o offrendo finanziamenti, probabilmente perchè chi non viaggia forse non ha mai viaggiato per motivi economici. E si abbassano i margini. Ma è la realta del mercato che riguarda tutti i settori economici. La sopravvivenza delle agenzie sarà più o meno lunga a seconda della capacità di comprendere la situazione e adeguarvisi. Situazione che chi ha scritto l'articolo probabilmente non ha compreso per niente perchè la crisi delle agenzie non si risolve bloccando il turismo "buzzurro" e tornando ad un turismo di elite con pochi clienti ma margini da favola: chi lo pensa di economia non ne capisce niente. Ciao Ric
il post ha preso un'altra piega, ma volevo solo aggiungere che mi fanno schifo e mi fanno quegli italiani (spesso -al 99,9999% sono meridionali- come me, per evitare polemiche stupide) che fumano di nascosto nei bagni degli aeroporti, oggi ne ho pizzicato un altro a fiumicino. Di certo non mi vergogno per essere casualmente nato nella stessa terra, ma di sicuro mi fanno venire voglia di andarmene
Specie qua, visto che era gia' stato postato mi pare da Benedetto...se non questo uno di concorrenza ma con gli identici contenuti....
Vacanze low cost, tour operator in crisi Todomondo rinasce dopo il crack
>>La Fiavet annuncia il rischio di chiusura per 3.000 piccole e medie >>imprese e la perdita di circa 8.000 posti di lavoro, l'Associazione Agenti >>di Viaggi- Autotutela pubblica on line il definitivo >>fallimento del tour operator Teorema e le difficoltà serie di Rallo >>Viaggi.
Come successe a tanti negozi alimentari con l'arrivo dei supermercati qualche decina di anni fa.....
>>rivedremo a Striscia la Notizia? Ci saranno ancora italiani disposti a >>comprare on line viaggi di lusso per un pugno di euro convinti di fare i >>furbi in vacanza con 500 euro in Messico per 2 settimane >>tutto incluso?
Io su Todomondo un'offerta cosi' non l'ho mai vista.......ma sicuramente la giornalista avra' guardato per anni il sito di Todomondo per poter scrivere questo dato a babbo morto...
>>E' questo forse il problema del turismo di massa? Viaggi a due soldi, >>nessuno ci guadagna, neanche le località turistiche straniere che >>pagherebbero per non essere intasate dai turisti da 1 euro tasse >>aeroportuali incluse
Questo e' ridicolo, irreale...... mi meraviglio che la giornalista sia economista..... chi e' che riempie hotel ad esempio di girona una volta molto piu' vuoti??? E perche' mai questi albergatori dovrebbero volere i loro hotel vuoti, magari con i prezzi dimezzati come pre ryan??? Perche' cittadine che sono turisticamente rinate, dovrebbero rimpiangere il triste deserto?? Ora per qualche dirigente Rallo che ci abbandona con buona compagnia di qualche banconiera totalmente incapace ed incompetente.... quanti nuovi assunti ci sono nell'aeroporto di Girona, quanti negli hotel, ristoranti e bar di Girona??
>> e neanche gli operatori che per praticare questi prezzi stracciati >> finiscono con l'affogare nei debiti.
Non sempre si puo' campare di mediazioni commerciali.... e per molti il servizio finiva li'....
>>Non è solo una questione di crisi, è anche una questione di cultura. >>Cultura personale, prima di tutto. Non si tratta solo di comprare con lo >>sconto, dovrebbe essere anche una questione di qualità >>rapportata alla propria esperienza di vita. Andare in giro per il mondo >>senza conoscere neanche vagamente la storia del paese in cui si sta per >>arrivare, e avendo poca consapevolezza anche di quella >>del proprio paese. Senza preoccuparsi di conoscere almeno le coordinate >>geografiche della località prescelta ma solo lo sconto che offre >>l'ennesimo operatore a basso costo, magari sul web: a >>questo è ridotto il turismo in Italia, il turismo di chi lo fa, di chi lo >>vende e di chi lo compra.
Ma le mete low cost intelligenti hanno avviato una forte promozione turistica, per cui posti come Girona e Charleroi sono ben pronti a documentare quello che hanno da offrire. Sull'utilita' del passato per capire il presente ci sarebbe da discutere.....
>>Tutto si riduce all'acquisto e vendita di un bene di consumo sotto costo.
Interessante questo concetto dell'economista.... visto che la matematica non e' un'opinione.... se qualcuno vende sottocosto genera del passivo... allora come mai la Ryan, tanto per scegliere la "punta dell'iceberg" e' in attivo??? Come mai che la Lufthansa che adesso pratica prezzi molto simili.... non se la passa stra male???
>> Poco importa se non si hanno strumenti per consumare decentemente, ci si >> ingozza di villaggi "tutto incluso", si pretende la garanzia del piatto >> di spaghetti e di personale che parla italiano, si >>pretende il prezzo stracciato e il massimo dei servizi. La domanda è di >>questo livello, l'offerta si allinea, l'italiano medio esporta il peggio >>del nostro "italian style", l'industria turistica sembra incapace >>di coordinare qualità, prezzi e servizi con la sopravvivenza delle proprie >>aziende.
No no aspetta questo e' quello che hanno sempre venduto gli operatori, i villaggi ecc ecc...... ora costa solo meno.....
>>Non ci sono grandi margini di guadagno nell'intermediazione di servizi >>turistici, i tour operator si muovono tra un 30-20% di ricarico lordo, le >>agenzie di viaggio guadagnano in media un 8-13% lordo >>sui viaggi che vendono. Non sono questi i ricavi che consentono grandi >>riprese e grandi investimenti di qualità, forse dovremo rivedere tutto. >>Forse è meglio legare le ali degli aerei, fermare le navi, >>chiudere gli albergoni-fabbrica, fermare i pullman dei turisti "mordi e >>fuggi". Fermiamoci tutti e ripensiamoci, riflettiamo sul turismo che >>verrà: per chi lo organizza, per chi lo vende e per chi ne >>dovrebbe godere.
Io ne godo, lo compro dove mi conviene, e si parla di viaggi..... invece mi sa che come grande ripresa.... lei parli di economia..... insomma una forzata risurrezione di obsoleti intermediari...
>>interessante è che non è >>scritto da addetti ai lavori bensì da una >>giornalista che tratta solitamente temi economici.
Beh non essendo il suo campo piu' che interessante..... mi verrebbero i dubbi sulla competenza!!!I
>>Da parte mia non posso che condividere i contenuti.
>>"Riccardo Cortinovis" <xnoxt...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio >>news:4af16345$0$698$5fc30a8@news.tiscali.it... > Complessivamente un articolo che non vale la carta su cui è stato > stampato...
Per me invece vale la carta su cui e' stato stampato...... visto che e' online ;-)) PS sono stra-d'accordo